Sposò Alfonso d’Aragona ma a Napoli visse infelice

Ippolita, figlia secondogenita di Francesco Sforza e di Bianca Maria Visconti, rappresenta il filo rosso lungo il quale si sviluppa il romanzo. Donna colta e sensibile, si guadagnò l’appellativo di «dea» per la sua bravura nella danza. A vent’anni, andò in sposa ad Alfonso d'Aragona, erede al trono di Napoli. Il suo ingresso nella città partenopea, in lutto per la recente scomparsa della Regina, fu accompagnato da un’eclissi solare, triste presagio del futuro che l’aspettava. Si può infatti affermare che da quel momento la sua personalità venne completamente eclissata. La raffinata Ippolita si trovò infatti a vivere accanto ad un marito guerriero e soffrì per i difficili rapporti che intercorrevano tra la famiglia natale e quella del suo sposo in un periodo di particolare instabilità politica.