Sposi, il trend impone più sobrietà all’altare

Dopo il prêt-à-porter, ecco in arrivo il prêt-à-marier: se è vero che in tempi di crisi si cerca di fare economia un po’ su tutto, il discorso vale anche, a differenza di un tempo, per l’abito del matrimonio. E la moda si adegua: le nuove linee di abiti da sposa e da sposo in mostra fino al 22 giugno presso il padiglione 3 di Fieramilanocity confermano infatti il trend della sobrietà e della praticità, con un occhio di riguardo appunto al portafogli.
Senza contare che, secondo i dati Istat, matrimoni civili e seconde nozze sono in aumento: 33mila nell’ultimo anno, il 13,4 per cento del totale, spingendo gli sposi ad organizzare nozze più sobrie e informali. Lo stesso vale per i matrimoni multietnici, o con almeno uno dei due sposi non italiano, che nell’ultimo anno hanno raggiunto quota 34mila.
Tutti fattori che hanno convinto gli stilisti ad uscire dai canoni tradizionali della moda nuziale. Stile semplice, versatile, quindi: questo il comune denominatore delle 170 collezioni presentate da oltre 150 espositori, che puntano quest’anno su modelli lineari, sfilati, magari corti e impreziositi da un unico fiore alla scollatura: un tipo di abito che, per la semplicità della confezione, si presta ad essere riutilizzato anche dopo la cerimonia, ammortizzando così la spesa. Lo stesso vale per accessori o parti di vestito: non mancano infatti proposte originali come quella di abbinare il corpetto dell’abito da sposa a un paio di jeans strappati.
Oltre 6mila i modelli, che verranno presentati anche attraverso le sfilate delle grandi firme: fra queste spiccano Ottavio Nuccio Gala, Amelia Casablanca, Ian Stuart Bride, Meg Sposa, St.Pucchi e Fabio Gritti. E la manifestazione di Milano è anche occasione per dettare la tendenza per la sposa anche a livello internazionale, grazie alla presenza di designer come David Fielden, Jenny Packham e Vera Wang. Sposarsi vuol dire anche contribuire alla ricostruzione del patrimonio architettonico abruzzese danneggiato dal terremoto. È l’idea dello stilista Franco Ciambella che devolverà il ricavato delle vendite al restauro della chiesa di Santa Maria della Concezione in Paganica all’Aquila.