Lo spot di Boniek: «Così la mia Polonia vi conquisterà»

da Roma

Zbigniew Boniek, la sua Polonia organizzerà per la prima volta un evento calcistico così importante.
«Non posso negare che sia stata una sorpresa per me. Il margine dell’Italia era ampio rispetto alle altre avversarie, ma evidentemente Polonia e Ucraina sono riuscite a recuperare terreno».
Come mai secondo lei?
«Hanno lavorato sodo in questi quattro anni per raggiungere l’obiettivo. E nei mesi scorsi in Polonia l’aria degli europei la sentivi dappertutto: una valanga di spot pubblicitari, tanti interventi del governo, anche se la presenza del nostro premier a Cardiff non credo che sia stata decisiva ai fini della scelta, infine la crescita d’interesse della gente. La loro grande forza è stata la debolezza dell’Italia nel lavorare sul progetto».
Un trionfo per la Polonia, ritenuto un Paese ancora «arretrato»...
«Dimostreremo che la Polonia non vive ai confini della civiltà. Qui c’è tutto: la storia, il senso di accoglienza, lo sviluppo. La qualità della vita è cresciuta molto dai tempi del comunismo, il prodotto interno lordo è tra i migliori d’Europa, negli ultimi anni c’è stato un forte ingresso di società straniere e i nostri giovani laureati in informatica sono tra i più ricercati in tutto il mondo. L’europeo sarà una grande occasione per accorciare la nostra distanza dall’Europa. Anche se sul campo siete ancora voi italiani i più bravi».
Lei è molto ottimista sul progetto polacco, in molti sono perplessi.
«Diciamo che sono contento, ma non trionfatore. Potrò esserlo se la Polonia si presenterà con gli stadi, le nuove strade, i centri sportivi attrezzati per le squadre che verranno a giocare qui, gli alberghi e le strutture turistiche per accogliere i tifosi di tanti Paesi. Pensate al Portogallo, anche loro non avevano niente e in pochi anni hanno fatto dei lavori eccezionali. La filosofia giusta è: meglio fare che rifare. E credo che in 5 anni la Polonia riuscirà nell’impresa».
Eppure il movimento calcistico polacco deve fare i conti con uno scandalo corruzione peggiore del nostro.
«Dopo l’arresto di un arbitro negli spogliatoi durante una partita e la retrocessione di due club, avremmo dovuto ritirare il bando... A parte la battuta, è vero che in Polonia c'è stato uno scandalo ancora più grande e c’è gente in galera per questo. Non si può dire quindi che l’Italia ha pagato gli scandali, diciamo che gli sforzi del mio paese e dell’Ucraina si sono moltiplicati dopo aver appreso che voi eravate in difficoltà».
Ha sentito Platini?
«Sì, Michel mi ha fatto i complimenti ma non mi ha parlato dell’Italia. E ora non si dica che lui ce l’ha con voi o che l’Uefa complotta contro l’Italia. Tutte sciocchezze, l’Italia ha pagato i suoi errori e la sua lentezza».