Spot dell’Unifil per conquistare i libanesi

L’attore più famoso del Paese ingaggiato per dimostrare alla Tv che quella dei caschi blu è una missione di pace

I caschi blu in Libano hanno avuto una bella idea: realizzare una decina di spot da trasmettere a ripetizione sulle televisioni locali per dimostrare quanto sia di pace la loro missione. In almeno un video si vedrà anche il generale degli alpini Claudio Graziano, che comanda la missione Onu nel Paese dei cedri. Assieme a lui e vero testimonial degli spot sarà Rafiq Ali Ahmad, un famoso commediografo e attore libanese. Peccato che il popolare artista sia autore di un monologo filo- Hezbollah in cui inneggia alla «vittoria» dello scorso anno contro gli israeliani e canta le lodi della «resistenza» libanese. Al Manar, la televisione del partito di Allah, ha prodotto un videoclip di tre minuti con il «poema» di Ahmad, che si intitola «Ayta». Lo spot propagandistico impazza su YouTube. Forse gli israeliani non saranno felici di vedere il comandante di Unifil assieme all’autore di «Ayta» negli spot che dovrebbero spiegare ai libanesi il ruolo cuscinetto e al di sopra delle parti dei caschi blu.
La notizia degli spot targati Onu è apparsa ieri sul quotidiano di Beirut in lingua inglese Daily Star. La campagna di sensibilizzazione arriva dopo una serie di preoccupanti attentati come l’esplosione alla fine di giugno di un’autobomba nella zona sotto il controllo dell’Unifil, che ha ucciso sei militari spagnoli, e l’ordigno esploso lunedì scorso, sempre nell’area controllata dai caschi blu, che ha causato solo danni materiali. In realtà gli spot, con protagonisti i soldati dell’Onu, erano già stati previsti e servono, come spiega il generale Graziano a illustrare «la missione dell’Unifil per evitare equivoci. È fondamentale per la popolazione sapere che i peacekeeper sono impegnati ad aiutare gli abitanti del sud e a diffondere la pace». Ogni spot avrà una durata di circa due minuti e lo stesso comandante dell’Unifil parteciperà a uno dei video.
«La partecipazione della star Rafiq Ali Ahmad nelle campagne informative dell’Unifil è un passo importante per diffondere un’immagine positiva dell’Unifil tra gli abitanti del Libano meridionale», ha detto il generale Graziano al quotidiano di Beirut.
La star, però, ha avuto un grande successo come autore di «Ayta», il monologo che inneggia alla «divina vittoria» degli Hezbollah sugli israeliani. In un videoclip con il logo della costola mediatica del partito di Dio, le parole di «Ayta» servono a descrivere le sofferenze del Libano meridionale, ma nello spot vengono accarezzati anche i poster con i faccioni dei «martiri» di Hezbollah. Il video si conclude con un kalashnikov alzato verso il cielo. Per i dieci spot dell’Onu, invece, Ahmed usa un’altra musica spiegando che «l’obiettivo principale della campagna è rendere maggiormente consapevoli gli abitanti del Sud della missione dei peacekeeper, oltre che rafforzare i legami a livello umano tra gli abitanti e i caschi blu».