Lo spot e la tradizione transalpina nel giocare sempre di anticipo

L’innovazione è al centro della storia francese, e ora irrompe nell’«integrale». L’omaggio dei Rolling Stones

Il nuovo spot della Renault parte, addirittura, rammentando gli albori e i modelli che ne hanno permesso la rapida affermazione, ma prosegue con modelli più recenti, d’indiscusso successo e interpreti di una filosofia nella quale da tempo si coniugano affidabilità, comfort, funzionalità e innovazione.
Caratteristiche fondamentali del Dna della casa francese, che oggi si ritrovano anche nella prima crossover della Renault: la nuova Koleos. Un modello che si proietta in un settore animato da vetture spesso presentate mentre si esibiscono in maniera funambolica tanto che, alla fine, marche e modelli sono accomunate così strettamente che ne diventa, persino, poco immediata l’identificazione.
Da questo filone sfugge totalmente la pubblicità della Koleos che, invece, punta su altri fattori per catalizzare l’interesse, come ci spiega il direttore marketing di Renault Italia, Luciano Ciabatti: «Con Koleos abbiamo voluto realizzare una pubblicità un po’ fuori dalle righe, più omaggio alla marca che semplicemente al prodotto. Uno spot che fosse in grado di veicolare non solo le capacità 4x4 del nostro nuovo crossover, ma anche le emozioni di chi ha vissuto dei momenti indimenticabili a bordo dei modelli transalpini che hanno segnato la storia del marchio. In questo senso, la scelta della musica dei Rolling Stones «I’m free» è anche un omaggio alle avventure e alle rivoluzioni del XX secolo vissute da tutti noi».
Ecco allora perché Renault e Publicis, l’agenzia che ha ideato e realizzato lo spot Koleos, hanno puntato su un fil rouge composto non solo da modelli molto conosciuti e con cromosomi indiscutibilmente Renault, ma anche innovativi rispetto ai canoni dei tempi in cui erano in circolazione - per esempio la 4, la 16, la 5, la Twingo e l’Espace prima generazione - per fare entrare in campo la nuova 4x4 francese.
Un’auto al passo con i tempi, ospitale, innovativa come impone la tradizione di famiglia e, ovviamente, inarrestabile come promette la sua trazione integrale, ma che svolge il suo compito senza sconfinare in eccessi: ovvero in maniera tale da garantire la possibilità di superare le insidie della strada serenamente, nel massimo comfort e con tanto senso civico, come simpaticamente rammenta l’ausilio che offre a un’illustre progenitrice.