Spot hippy del cellulare in parlamento: immorale

Crea polemiche lo spot della Tim che gioca su una misteriosa paternità plurima. Interpellanza urgente in commissione Cultura. Mussolini, Carlucci e Di Centa: "Immagine fuorviante e mortificante"

Roma - Da qualche settimana fa discutere i telespettatori e ora divide anche i politici. Campeggio, o forse "comune", una ragazza un po' hippy scruta un test di gravidanza e scopre di essere in dolce attesa. Sfodera il telefono cellulare e manda un sms con la buona novella al padre. Fin qui niente di male. Ma il cuore dell'offerta è poter mandare 500 messaggi gratis, non uno. Infatti, tenda dopo tenda, l'sms sveglia tutti i possibili partners, e quindi padri, della ragazza. Ce n'è per tutti i gusti dal rasta fino al guardiano. Un campeggio intero.

Polemica Un messaggio, quello della pubblicità, che non è stato gradito da tutti. L’onorevole Alessandra Mussolini, presidente della commissione parlamentare per l’Infanzia, l’onorevole Gabriella Carlucci e l’onorevole Manuela Di Centa, hanno annunciato un'interpellanza urgente in commissione Cultura della Camera contro lo spot della compagnia telefonica. "Rappresenta - dicono in un comunicato -, un'immagine fuorviante, mortificante e superficiale della maternità, contribuendo a diffondere in tal modo messaggi negativi al largo pubblico, specialmente adolescenziale, tendenti a sostenere costumi sessuali promiscui e irresponsabili". "Nella pubblicità - proseguono - si evidenza chiaramente come non vi sia la certezza della paternità di un nascituro, che viene ridotto, quindi, al prodotto del gioco di una notte, che peraltro rispolvera un concetto della sessualità tipico degli anni ’70 oramai superato. Mettere al mondo un figlio è un atto di amore e di responsabilità che non può essere svilito e offeso per mere speculazioni commerciali".