Gli spot del servizio pubblico (Rai) a «Servizio pubblico»

di Il servizio pubblico, cioè la Rai, passa il tempo a fare pubblicità a «Servizio pubblico», mettendo a disposizione di Michele Santoro e Marco Travaglio spazi privilegiati. Il conduttore sabato scorso si è accomodato in prima serata sulla poltrona di Fabio Fazio a Che tempo che fa su Raitre. Uno spottone, non c’è dubbio, tenendo conto anche della natura del programma, un susseguirsi ininterrotto di messaggi promozionali non dichiarati. Santoro ha detto quello che gli pareva senza mai essere interrotto da una domanda (vera, s’intende). Travaglio invece è stato ospitato ieri pomeriggio da Victoria Cabello a Quelli che il calcio su Raidue. Motivazione ufficiale, la presentazione del suo ultimo libro Silenzio si ruba (Chiarelettere). Il giornalista, tifoso della Juventus, ha parlato di tutto, dall’evasione fiscale a temi più frivoli (se Giletti sostituisse Santoro in un ipotetico Annozero, Travaglio vorrebbe essere sostituito da Luca Giurato). Vuoi comunque non citare Servizio pubblico, che riparte giovedì 12 gennaio con una novità fondamentale: sarà visibile in diretta sul canale Cielo di Sky, a diffusione nazionale «in chiaro» sul digitale terrestre. È un po’ strano. In sostanza la Rai in questi giorni ha fatto una piccola ma comunque significativa campagna pubblicitaria in favore di un diretto concorrente. Come se il Corriere della Sera suggerisse di portarsi a casa Repubblica come minimo una volta alla settimana. Gli esperti di dietrologia si stanno già scatenando, e danno come imminente il riavvicinamento tra Santoro (e soci) e l’azienda di Stato. In fondo, fino a ora, gli ascolti di Servizio pubblico, pur tenendo conto di tutte le attenuanti invocate da Santoro, non sono decollati. E la trasmissione ha rapidamente perso, anche per le mutate condizioni politiche, la centralità di Annozero. D’altra parte, la Rai non è stata capace di colmare in alcun modo la vistosa lacuna nel settore dell’informazione lasciata proprio dalla partenza di Annozero per altri lidi, anzi per altri «Cieli» di Sky. Più probabile, invece, che Santoro resti dov’è, e che queste ospitate siano dovute alla volontà dei singoli conduttori Rai. D’altronde proprio Santoro si era lamentato, dalle colonne del Fatto, di essere stato abbandonato dagli amici che non avevano sostenuto la trasmissione. Ed ecco arrivare Fazio. Comunque sia, la Rai impegnata a promuovere un programma della concorrenza rende bene l’idea dello spaesamento che regna a Viale Mazzini. Idee chiare sul futuro, poche.