Uno spray potrebbe incastrare i tunisini

Massimo Ponzoni </B>Per garantire la sicurezza serve un grande patto tra la città e il suo hinterland

C’è una bomboletta di spray antiaggressione, ritrovata in uno zainetto, ad aggravare la posizione dei due tunisini indagati per la presunta violenza sessuale nei confronti delle due turiste francesi di 20 e 22 anni, avvenuta nella notte tra giovedì e venerdì scorsi.
La bomboletta, contenente uno spray urticante, è stata trovata dagli investigatori nello zainetto di uno dei due presunti aggressori. Per ammissione dei due uomini, interrogati ieri mattina dal giudice per le indagini preliminari Luisa Savoia, si tratta di una bomboletta appartenente alle due ragazze.
Il ritrovamento dello spray è stato contestato ai due tunisini dal giudice che, chiedendo spiegazioni, ha ottenuto come risposta dagli immigrati maghrebini che si trattava in effetti di un contenitore a pressione che le ragazze avevano mostrato loro durante il viaggio in macchina verso il casolare di Sale, luogo in cui sono effettivamente avvenuti i rapporti sessuali. Sulla bomboletta ci sono scritte in francese e i colori della bandiera di Francia, il che indica chiaramente la sua provenienza.
«Dicevano di portarla con loro come strumento di difesa, per tutelarsi dai pericoli di un viaggio in cui giravano sole per l’Europa», hanno dichiarato i due indagati al gip. Secondo l’ipotesi della Procura, i due tunisini potrebbero averla sottratta alle due ragazze prima di compiere la violenza. «Se la sono dimenticata in auto - ha invece sostenuto uno dei due extracomunitari - e non sapendo dove metterla, l’ho infilata nel mio zainetto». E ancora una volta, i due maghrebini hanno ripetuto - in lacrime - che le ragazze «erano consenzienti».
Oggi i legali, gli avvocati Ilaria Ulzini e Claudio Marinelli depositeranno a Milano un’istanza di scarcerazione presso il tribunale del riesame. Il gip, che ha convalidato i fermi dei due tunisini, ha invece trasmesso per competenza gli atti alla procura di Tortona.