Lo spread frena pure la corsa all’Olimpiade

La corsa olimpica a Roma 2020 parte con il fiato grosso. La presentazione in Campidoglio della relazione di compatibilità economica, approdata sul tavolo di Gianfranco Fini e Renato Schifani e su quello di Mario Monti, regala speranze: aumento del Pil, spesa coperta dal maggiore gettito erariale e 170mila unità di lavoro per 14 anni. Ci pensa però l’intervento del ministro dello Sport Piero Gnudi a raffreddare gli entusiasmi: «Ci sono problemi finanziari, con un punto di spread si fanno tre Olimpiadi. Il governo ne dovrà tenere conto, non si possono fare errori». Entro il 15 febbraio (manifestazione formale al Cio della candidatura) serve una lettera di intenti del governo su input del Parlamento, che deve fornire una mozione di indirizzo il più possibile condivisa dalle forze politiche. Impresa ardua. Monti potrebbe tagliare anche i Giochi.