«Sprechi denunciati da tempo»

Fabio Scaffardi

da Firenze

Già a partire dal 2002 il centrodestra toscano aprì una «vertenza» sul capitolo «Sprecopoli», ora finito nel mirino della Corte dei conti. Un tema che è stato al centro della campagna elettorale della Cdl e di Alessandro Antichi candidato alternativo al Ds Claudio Martini. Oggi Antichi, speaker dell’opposizione in consiglio regionale, punta l’indice contro la cattiva amministrazione della sinistra. «Solo nel 2003, la giunta Martini ha gettato al vento 20 miliardi delle vecchie lire per retribuire professionalità chiamate a svolgere attività che avrebbero potuto essere agevolmente assolte dai dipendenti e dai dirigenti in organico alla pubblica amministrazione regionale», dice Antichi che mette in luce la necessità di tagliare «la spesa improduttiva».
Antichi, la vostra denuncia arriva da lontano
«Martini - ricorda Antichi- aveva preannunciato un libro bianco sulle consulenze, ma finora non se n’è vista traccia. Non solo, prima del libro bianco del governatore sono arrivati i rilievi dei magistrati contabili e questo, oggettivamente, rappresenta una sconfitta per tutti in relazione ai meccanismi di trasparenza nella pubblica amministrazione».
Ma cosa chiede oggi la Cdl al governatore toscano?
«In un momento di difficoltà economica come questo, la riduzione della spesa pubblica è necessaria per sostenere l’economia e la qualità della vita delle famiglie toscane. Ed è chiaro che dovrà essere tagliata solo la spesa improduttiva, come consulenze e incarichi esterni inutili, e non certo quella dei servizi al cittadino. Quale beneficio ricavano i cittadini da un progetto regionale di centomila euro sulla spiritualità femminile? La giunta Martini non potrà garantire la tanto sbandierata invarianza fiscale, se la spesa non sarà razionalizzata».
Il centrodestra accusa la Regione Toscana di andare nella direzione opposta rispetto al Governo nazionale, orientato invece a limitare e contenere gli sprechi.
«A maggior ragione oggi le misure tagliasprechi assunte dal governo Berlusconi e ferocemente contestate dalla sinistra toscana e dal sindaco di Firenze Leonardo Domenici che è pure presidente nazionale dell’Anci, appaiono fondate sulla preoccupazione che i meccanismi di spesa pubblica siano ormai sfuggiti di mano alle Regioni e agli enti locali».