Sprechi e malagestione: il caso dei precari

Malagestione, sprechi e sospetti «favoritismi». Il piano antideficit del presidente della Regione, Piero Marrazzo, potrebbe piuttosto cominciare da qua. Come nel caso del piccolo esercito di autisti e barellieri assunti dall’inizio dell’anno con contratti a tempo determinato «grazie» alla mediazione di un’agenzia di lavoro temporanea. Perché, invece, non indire da subito un bando pubblico come da più parti richiesto o utilizzare e migliorare la posizione di dipendenti interni? È un «pasticciaccio» da quasi tre milioni di euro quello messo su dalla dirigenza Ares 118 (l’azienda di pubblico soccorso) col «via libera» dei sindacati unitari. Per fare funzionare 22 ambulanze da piazzare nei punti più «in vista» della città (piazza della Repubblica, via dei Fori Imperiali, piazza di Spagna, piazza della Cancelleria e via della Conciliazione) il 27 febbraio il direttore generale Vitaliano De Salazar col «via libera» dei sindacati unitari decide di far ricorso al lavoro temporaneo. Attivazione, come si legge nella relazione al budegt 2006, «che oltre ai costi diretti per il pagamento dell’Agenzia fornitrice di tale servizio, ha richiesto e richiede costi aggiuntivi per la funzionalità dei mezzi quanto ad allestimenti e materiali, nonché oneri supllementari per l’estensione ai suddetti lavoratori delle dotazioni in godimento ai dipendenti Ares (divise e dispositivi di protezione individuali). In sostanza, «in deroga al limite della riduzione del 3 per cento di cui al budget», l’amministrazione chiede l’autorizzazione alle seguenti spese: 1.061.219 euro per l’assunzione dall’1/4 al 31/7 di 66 infermieri professionali; di 500mila euro per una proroga fino al 30/4 per 95 autisti barellieri; di 335mila per una seconda proroga al 31/5; 670mila per una nuova gara di fornitura fino al 31/7; 210mila per il funzionamento delle ambulanze fino al 31/7; infine, vanno aggiunti altri soldi per l’ultima proroga ai agosto. Tra i selezionati dall’agenzia esterna guarda caso figurano parenti e amici di sindacalisti, persino chi fino al giorno prima serviva cappuccini al bar. Risultato? I dipendenti che da anni aspettavano un salto in graduatoria si sono visti scavalcati a spese della professionalità. E ieri una rappresentanza di precari, invece, esasperata comunque dall’incertezza del posto di lavoro, ha occupato l’assessorato alla sanità di via Cristoforo Colombo chiedendo che il posto venga preservato nel concorso indetto oggi dalla Regione attingendo dalle liste di collocamento. Quelle a cui, forse, si doveva fari ricorso dall’inizio.