Sprechi, indagini sull’«ambasciata» di Bassolino

da Napoli

La Regione Campania di nuovo nell’occhio del ciclone. Dopo le polemiche sul costo della sede di New York, che ha toccato i 500mila euro l’anno, stavolta è la Procura di Napoli a sollevare nuovi dubbi sulla gestione della struttura americana dell’ente campano: la Guardia di finanza ha eseguito ieri alcune perquisizioni a Palazzo Santa Lucia nell’ambito di un’inchiesta riguardante presunti sprechi consumati nell’organizzazione di alcuni eventi. Tre gli indagati: Luigi Gragnaniello, responsabile della sede statunitense nonché dirigente dell’assessorato alla Ricerca scientifica; Giovanni D’Elia, ex capo dell’ufficio stampa della giunta regionale; Elio De Rosa, titolare della società Cosmofilm che opera nel settore della promozione pubblicitaria.
A condurre l’inchiesta è il pm Vincenzo Piscitelli, componente della Sezione «Criminalità economica». I reati ipotizzati a carico degli indagati sono abuso d’ufficio, frode e turbativa d’asta nell’ambito di appalti che la Cosmofilm si aggiudicò per organizzare manifestazioni di promozione della sede di New York. L’inchiesta ha preso avvio da un procedimento per truffa ai danni della Regione Campania, attualmente pendente davanti al giudice dell’udienza preliminare Amalia Taddeo, che vede imputato il titolare della società.
La Finanza, sempre in questo ambito, avrebbe eseguito anche alcune perquisizioni domiciliari. Tacciono gli indagati, ad eccezione di D’Elia che esprime «piena fiducia nella magistratura, dimostrerò quella correttezza che ha caratterizzato quarant’anni della mia attività». Tace il governatore Antonio Bassolino e così la posizione della Regione è tutta in una nota dell’assessore al Personale Andrea Abbamonte. «Relativamente alle indagini della Procura di Napoli su alcuni eventi organizzati a New York, ci siamo mossi e intendiamo muoverci con piena disponibilità e massima trasparenza - afferma -. Siamo impegnati, per quanto è in nostro potere, ad assicurare la più ampia chiarezza sulle questioni all’attenzione della Procura affinché l’indagine si possa concludere al più presto. Infine ho dato disposizione ai nostri uffici di fare tutte le verifiche e gli approfondimenti del caso, compatibilmente col segreto istruttorio».
La sede americana, un maxi ufficio di 300 metri quadrati, si trova al quarto piano della 4 East-54th street, vicino alla 5th avenue e costa annualmente 500mila euro, divisi in rate trimestrali e aggiornabili secondo gli indici Istat. I locali, inaugurati da Bassolino il 14 ottobre del 2003, furono individuati su offerta della Kiton Building Corporation, una società emanazione della Ciro Paone spa che ha sede in Campania.
Nell’ottobre del 2005 Sandra Lonardo Mastella, nella Grande Mela per il Columbus Day, polemizzò duramente sull’utilità della sede. «Non abbiamo trovato nemmeno un funzionario - tuonò il presidente del consiglio regionale -. Non c’è stata alcuna accoglienza e tutto ciò è molto grave perché qui sono investiti i soldi dei cittadini campani». E le accuse videro coinvolto proprio Gragnaniello, ex presidente dell’Azienda di cura e soggiorno di Pompei, che, per tutta risposta, parlò di «attacco premeditato», sostenendo che nessuno aveva richiesto la collaborazione degli uffici per la preparazione delle iniziative di accoglienza. Dalla giunta arrivarono rassicurazioni e i toni della vicenda si affievolirono. Ma da ieri la sede Usa della Regione è di nuovo sotto i riflettori.