Sprechi, Lady Mastella sfida l’alleato Bassolino

Giuseppe Salvaggiulo

«Non mi lascerò intimidire». Incassate le polemiche sul viaggio a New York per il Columbus Day, Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale campano e moglie di Clemente Mastella, ora passa al contrattacco. S’intesta la battaglia contro gli sprechi, squaderna i conti della missione americana e lancia messaggi bellicosi rivolti ad Antonio Bassolino.
I conti. La Lonardo ha depositato alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti il rendiconto delle spese sostenute dal Consiglio regionale per partecipare al Columbus Day a New York, «in nome della trasparenza perché non ho nulla da nascondere». La missione (organizzata assieme alla Regione Lombardia) era stata criticata da Emma Bonino. La Lonardo aveva replicato dalla Grande Mela chiedendo le dimissioni del ministro per il Commercio internazionale e per le politiche europee, poi le due si erano chiarite.
Ora la Lonardo rilancia. Rivendica i successi newyorkesi («Ho incontrato centinaia di persone e grazie ai miei studi in America e alla perfetta conoscenza dell’inglese ho dato tante interviste televisive facendo pubblicità alla Campania»). E consegna alla magistratura un dossier di 127 pagine da cui risulta che il Consiglio regionale ha speso 60mila euro, 6mila meno del previsto. In dettaglio: oltre 29mila euro per la delegazione politica (nove consiglieri, compresa la Lonardo), poco più di 10mila per due funzionarie del Consiglio e per il portavoce della Lonardo, circa 21mila spesi per i dodici giornalisti. Le spese sono servite per hotel e tasse aeroportuali dal momento che i voli (sia i biglietti business class per la presidente e i consiglieri, che quelli in economy per i giornalisti e il personale del Consiglio) sono stati regalati da Eurofly, compagnia aerea sponsor della manifestazione. «Il vitto è stato a nostro carico, nessuno chiederà un euro di rimborso».
La frecciata. Ma la Lonardo non si accontenta. E rovescia la polemica su Bassolino: «Ben altra cosa sono i resoconti dell’impiego di fondi Por (finanziamenti Ue, ndr), autorizzati dalla giunta regionale». Il riferimento è a 300mila euro (fondi Ue per l’internazionalizzazione delle imprese) spesi dal governatore per la manifestazione americana. Poi allarga il fronte d’attacco: «In questi palazzi (la Regione, ndr) vige una doppia morale, non ci sto. Mi attendo che la giunta faccia come me. Dia conto di ogni spesa sulle numerose missioni organizzate all’estero da alcuni assessori: in Cina, in Giappone, in Francia... Hanno girato il mondo». Non meno esplicito Angelo Giusto, consigliere Ds partecipante alla missione: «Non accettiamo lezioni di moralità, abbiamo subito attacchi dagli assessori della giunta. Fuoco amico». E la Lonardo: «È questa la verità».
La replica. Sul Columbus Day, lo staff del governatore spiega che la giunta ha solo messo i 300mila euro di fondi europei a disposizione delle Province, che li hanno gestiti materialmente per allestire alla Grand Station di New York uno stand con 58 imprese campane. Ora si attende il rendiconto delle spese. «Né Bassolino né gli assessori hanno partecipato alla missione, la giunta non se ne è mai occupata».
La rivalità. L’episodio porta in superficie un dualismo finora latente tra la Lonardo e Bassolino. Un anno dopo l’elezione, il presidente del Consiglio non s’accontenta del ruolo decorativo di taglianastri a cui gli alleati credevano di relegarla. E con il suo protagonismo (ieri era a Cosenza per un convegno con Loiero) riesce a rubare la scena a Bassolino. E a stabilire alleanze trasversali non sempre in sintonia con le strategie del governatore. Il quale, allo scoppio della polemica sul Columbus Day, si è ben guardato dallo scendere in campo in difesa della Lonardo. Né ha impedito che gli assessori la criticassero.
La sfida è appena iniziata. Tra un anno scade il mandato della Lonardo e nell’Unione è già scattata la corsa alla successione. Ogni soluzione necessita dell’avallo di Bassolino, anche perché potrebbe provocare smottamenti in giunta. La Lonardo tesse la tela anche con il Polo e scompagina i piani di chi vuole farla tornare Lady Mastella.
giuseppe.salvaggiulo@ilgiornale.it