Gli sprechi della sinistra

Maria Vittoria Cascino

Un incontro pubblico per raccontare venti mesi di amministrazione di sinistra a Lavagna. Per ribadire gli sprechi e la mancanza di priorità. Per sollevare dubbi su decisioni cruciali per il futuro. Lo ha promosso «La città di tutti», la lista civica dell'ex sindaco Gabriella Mondello, che venerdì sera, in una Sala Rocca gremita, ha ripreso di petto il dialogo con la sua gente. Accanto all'onorevole, i consiglieri Andrea Chiappe, Mario Maggi, Piergiorgio Bottini e Luciano Barbieri. Nessuna tirata politica, solo un'attenta analisi dei fatti. A partire da quel buco di bilancio che Mondello&Co avrebbero lasciato. Numeri alla mano, Chiappe smentisce le affermazioni dell'attuale giunta Vaccarezza, visto che «il rendiconto presentato in consiglio comunale nell'agosto 2005, nella parte di competenza, ha un avanzo amministrativo di 61.180 euro». Mondello calca la mano sugli aumenti che hanno interessato Ici, rifiuti, imposta sulla pubblicità. Insiste sulla mancanza di priorità nel gestire la spesa pubblica e parte da un dettaglio: «Nel primo semestre del 2004 la mia giunta s'era ridotta l'indennità del 30%-ricorda l'ex sindaco-Indennità reintegrata dagli attuali amministratori dal febbraio 2005. Poi assistiamo ad un notevole incremento dei dipendenti . Senza contare che abbiamo un assessore alle finanze che arriva da Genova, con segretaria personale che costa al Comune 20.000 euro. Noi nel 2004 abbiamo speso 164.000 euro, mentre nel 2005 ne sono stati tirati fuori da loro 592.000». Mondello non ci sta a sentirsi dire che non ha lasciato nulla alla città: «E i proventi derivanti dalla vendita dei 52 box di Cavi Arenelle? E le importanti opere pubbliche finanziate?». Intanto Barbieri fa notare l'incremento dei mutui contratti dal Comune, Maggi ribadisce che «la giunta Mondello non s'è venduta l'acquedotto». Resta il depuratore comprensoriale, che «non vogliamo sulla nostra sponda dell'Entella, tanto più che dovrebbe raccogliere i reflui di sette comuni-incalza Mondello-Il nostro, con una modica cifra, può essere messo a norma. Ha sempre funzionato, ne è prova la Bandiera Blu». La vocazione turistica di Lavagna va difesa, anche di fronte alle vasche dell'acquacoltura, e di fronte ai parcheggi, diventati a pagamento». Si trattiene l'onorevole da esternazioni politiche, che magari sfuggono fra le maglie di un discorso che «esorta l'amministrazione a un maggior confronto e soprattutto alla riflessione sulle priorità».