Sprechi, Vendola fa già finta di niente

da Roma

Ha da poco fatto un bilancio dei suoi primi cento giorni di governo. Non proprio esaltanti, viste le tante polemiche di cui è stato oggetto in poco più di tre mesi alla guida della Regione Puglia. E ora, dopo che ha rimandato la nomina dei direttori delle Asl nell’ultima settimana di agosto («sono ben 850 le candidature e non abbiamo avuto il tempo necessario per vagliare tutte le domande, premiare le eccellenze richiede estremo rigore»), Nichi Vendola è di nuovo nell’occhio del ciclone. Il suo spoil system in Puglia è iniziato da tempo. E le polemiche pure. Ma il governatore le respinge: «Non amo l’enfasi dei primi cento giorni, in relazione a una macchina complessa come quella regionale sono un metro effimero per misurare il lavoro svolto». Mette subito le cose in chiaro e poi aggiunge: «D’altra parte questa è l’occasione per offrire un quadro dei primi mesi di attività». Vendola sa bene che il primo bilancio ufficiale del «laboratorio Puglia» - la Regione in cui ha fatto tappa la Fabbrica del programma di Prodi e il forum contro i centri di permanenza territoriale «Mare aperto», lanciato dallo stesso Vendola - è un momento importante per elencare con ordine tutti i progetti «che stanno facendo crescere la Regione rompendo con il passato».
Quando si tratta di rispondere alle critiche che gli sono state mosse, precisa che nelle sue parole non c’è intento polemico. Sui Centri di permanenza temporanea, per esempio, si limita a ricordare che nei giorni scorsi la Corte di giustizia europea ha stigmatizzato pesantemente l’Italia per queste strutture. Illegittime sul versante della privazione della libertà personale e su quello della mancata erogazione di risarcimenti in seguito all’ingiusta detenzione. «Queste iniziative - dice - danno il tono dell’impegno civile dell’amministrazione e vanno valutate in un ambito più generale».
Taglio dei ticket nella Sanità, smaltimento delle pratiche urbanistiche, impegno dei singoli assessorati e questione morale, sono alcuni argomenti sui quali si sofferma. E proprio sull’ultimo punto ci tiene a dire: «La questione morale non la si affronta con atteggiamenti episodici e sensazionalistici, ma con la consapevolezza della distanza tra i pubblici poteri e la vita dei cittadini». Questione morale - conclude - è pure corrispondere agli impegni elettorali: «Il taglio dei ticket era una priorità della nostra campagna elettorale. Abbiamo operato una rimodulazione così sostanziosa da coinvolgere tutti i ceti medi: sono esenti almeno il 60 per cento dei pugliesi e non meno dell’80 per cento dei consumatori dei farmaci più ricorrenti». Con buona pace del bilancio regionale.