Spreco capitale: con le bocche tarate l’acqua potabile finisce nelle fogne

L’acqua pulita sprecata ogni anno a Roma potrebbe essere utilizzata per soddisfare le esigenze di tutta Frosinone. Lo denuncia l’Anci, l’associazione nazionale degli amministratori condominiali e immobiliari, spiegando che annualmente 3,75 milioni di metri cubi di acqua vengono versati dall’Acea Ato 2 (società che la distribuisce in tutta la città) direttamente nelle fogne. È il dato principale che emerge dalla ricerca sul consumo nei condomini romani.
«Alla base di questo sperpero - sottolinea Carlo Parodi, direttore del centro studi Anaci - ci sono le cosiddette “bocche tarate”, contratti di distribuzione a forfait. Si tratta di piccoli cilindri installati al posto dei normali contatori (solitamente uno per l’intero condominio) che distribuiscono un flusso costante e continuato di acqua previsto dal contratto, a prescindere da quanta se ne consuma. Quindi se uno stabile ne utilizza meno, quella che eccede va a finire, ancora pulita, direttamente nei tubi di scarico».
Sulle 48.751 utenze di tipo condominio gestite dall’Acea Ato2, 1.293 sono a bocca tarata. «In media un condominio con bocca tarata - spiega Parodi - utilizza più di 5.200 metri cubi di acqua all’anno, mentre uno con il contatore ne utilizza in media solo meno di 2.300. In sostanza con le bocche tarate più della metà dell’acqua (2.900 mc) va completamente sprecata». Quindi se si moltiplicano le 1.293 bocche tarate presenti nei condomini della capitale per i 2.900 metri cubi di acqua buttati, il risultato è che in un anno 3,75 milioni di metri cubi vanno a finire nelle fognature.
Per evitare questo spreco assurdo basterebbe sostituire le bocche tarate con i normali contatori. Un’operazione che sarebbe a carico dell’Acea Ato 2. L’azienda fa sapere di aver più volte manifestato ad Anaci la propria disponibilità a intervenire, su richiesta dei condomini interessati. «Ma non sono molte le richieste pervenute in tal senso - spiega Acea Ato 2 -. Deve essere il condominio a richiedere la trasformazione e a provvedere all’adeguamento, a proprie spese e con un proprio idraulico, delle condutture dell’acqua interne al palazzo. Invece, Acea Ato 2 dopo avere effettuato un sopralluogo, predispone su richiesta del condominio un preventivo, e successivamente, dopo l’accettazione, installa il contatore per l’allaccio all’acqua diretta». Da tempo non è più possibile richiedere utenze a bocca tassata e per quelle esistenti Acea Ato 2 sta progressivamente provvedendo alla loro trasformazione con utenze a contatore.
«La sostituzione di questo tipo di utenza fa parte di una serie di azioni avviate dall’azienda per ridurre le dispersioni idriche - conclude Acea Ato 2 -. La richiesta di trasformazione, che si traduce in una minore spesa a carico dei condomini e in un minor dispendio della preziosa risorsa, dovrebbe sempre rappresentare un dovere primario per gli amministratori di condominio».