Sprecopoli, le poltrone si moltiplicano

Regioni e Comuni ne hanno 19mila. Le oltre tremila società controllate dagli enti locali hanno in media sei consiglieri. Ma il Palazzo sprecone e vorace <strong><a href="/a.pic1?ID=220143">si limita a rimandare l'austerity</a></strong>

Mario Cervi - Nicola Porro

«Renato Soru, un uomo della new economy e che ben dovrebbe conoscere le virtù del mercato, smessi i panni dell’imprenditore e indossati quelli del presidente della Regione Sardegna è diventato uno sfegatato fan delle nuove Iri (regionali. La sua regione controlla saldamente 22 società, con partecipazioni (il cui valore totale è di 245 milioni di euro) che vanno dagli aeroporti al carbone, dalla promozione del turismo alla gestione del sistema acqua. E proprio in questo settore Soru ha voluto fare di più. La società si chiama Hydrocontrol e la Regione, non contenta della sua quota di maggioranza relativa, ha deciso all’inizio del 2007 di portarsi a casa tutto il resto del capitale: per un impegno iniziale di un milione, ma con costi, per il bilancio pubblico, ben maggiori.

Nel 2006 la società consortile Hydrocontrol più che per i suoi studi era al centro dell’attenzione regionale per la sua capacità unica di bruciare quattrini, ogni mese 55mila euro. In due anni ha accumulato perdite vicine agli 800mila euro. Tanto che la Regione e gli altri soci sono stati chiamati a fare il loro dovere: ricapitalizzare la società o portare i libri in tribunale. Nella delibera regionale del settembre 2006 si legge che i motivi di questa débâcle sono chiari per il legislatore regionale: e sono la limitatezza delle commesse e la fortissima incidenza dei costi fissi arrivati a quota 1,7 milioni di cui il 70 per cento per il personale. Un buon motivo, quindi, per tirarsi fuori dall’impiccio (...)

Sempre nel campo della ricerca e dell’innovazione non si possono non considerare, per esempio, i 7 miliardi di vecchie lire che la giunta Bassolino ha utilizzato per formare un centro di ricerca sugli alberi ad alto fusto. Luigi Nicolais, all’epoca assessore di Antonio Bassolino, individuò il sito per la ricerca sugli alberi ad alto fusto nel comune di Fontanarosa. Forse è per questo encomiabile utilizzo dei fondi pubblici che Nicolais è stato nominato dal governo Prodi ministro per l’Innovazione nella pubblica amministrazione. Oppure il riconoscimento governativo nasce dalla realizzazione di una struttura di ricerca biotecnologica realizzata, pensate un po’, ad Ariano Irpino, città famosa per la protesta contro la discarica dei rifiuti sfociata nell’aggressione a metà del 2007 del commissario per l’emergenza, Guido Bertolaso (...) Dal sapore ecumenico invece la Ages, la Agenzia, sì nazionale, ma dal profilo più locale, poiché raggruppa i segretari comunali. Il suo compito fondamentale è quello di amministrare l’albo dei segretari comunali, conservare dunque un elenco di seimila nomi, metterlo a disposizione dei comuni. Ebbene per fare ciò l’Ages ha 60 dipendenti (ma computer e rete serviranno pure a qualcosa?) e la bellezza di 170 consiglieri di amministrazione: 3 consiglieri per ogni impiegato, è il mondo alla rovescia (...).

In Italia, secondo l’ultimo censimento dell’Unione delle Camere di commercio riferito al 2005, Comuni, Province e Regioni avevano partecipazioni in 7.272 aziende. In soli due anni sono cresciute di mille unità. E mentre lo Stato centrale privatizza e riduce la sua presenza a «sole 26 partecipate», a livello locale la tendenza è esattamente opposta. Su 7.272 partecipazioni pubbliche, in 3.185 casi le partecipazioni sono di maggioranza (anche se questa maggioranza dei voti può essere esercitata con artifici societari diversi) e danno lavoro, secondo la denuncia di Linda Lanzillotta, a 17.455 consiglieri di amministrazione. Anche se il calcolo del ministro degli Affari regionali potrebbe essere per difetto: prendendo solo le 3.185 imprese controllate dagli enti locali e moltiplicandole per i 6 consiglieri che di media sono necessari si arriva alla favolosa cifra di 19.100 nuovi posti di lavoro.