Sprezzante del ridicolo

La fantasia al potere, in Campidoglio, è durata poco. Giusto il tempo delle lontane estati romane dell’assessore pci Nicolini. Ma in altri palazzi romani ha lasciato il segno e anzi sembra regnare incontrastata. Anche dove meno te lo aspetteresti. Per esempio in una sede austera e all’apparenza rigorosa come il tribunale di piazzale Clodio. Eppure è proprio lì che un giudice ha trovato giusto, opportuno e fors’anche indispensabile dare il massimo risalto possibile a due sentenze di rilevanza nazionale. Due condanne che certo è bene siano conosciute da tutti, a tutela dei rilevanti interessi colpiti come pure a ulteriore vergogna dei criminali. Così il giudice, forte dell’articolo 36 del codice penale, ha stabilito che come pena accessoria fossero pubblicate sul «magazine» del Corriere della Sera, in corpo 12 e colonnine che occupano un quarto di pagina, le condanne del famoso spacciatore senegalese di cd taroccati Ale Thiam (2 mesi di cella e 200 euro di multa) e del «collega» pachistano Tanveer Afzl (6 mesi e 2.582 euro). Da ieri, insomma, siamo tutti più tranquilli. Ale e Tanver, dopo tutta questa pubblicità, non possono più riprovarci senza essere additati a vista. Il giudice che ha avuto questa bella trovata, invece sì.