Springsteen a Roma Concerto a rischio Ma i fan pretendono lo Stadio Olimpico

Pasticcio sulla data romana di Bruce Springsteen, l’esordio della tournée italiana, il 19 luglio allo stadio Olimpico. Coincide con i tuffi e la pallanuoto femminile dei mondiali di nuoto che in città sono diventati più importanti delle Olimpiadi (mancate). Anticipo, posticipo, nuova sede: si vedrà. Improbabile la cancellazione perché i fan stanno già marciando su Roma. Una bella gatta da pelare per Coni, sindaco Alemanno, Prefettura. L’inconveniente nasce dalla apparente inconciliabilità dei due target: le famiglie con bambini a seguito dei mondiali di nuoto e i rockettari senza freni del Boss. Pericoloso mischione che ha spinto il comitato per l’ordine e la sicurezza romano a dire no improvvisamente. «Del resto non si può militarizzare uno stadio», la giustificazione. Ma il bello è che, a quanto pare, la Prefettura romana si è accorta della coincidenza solo mercoledì, leggendo i giganteschi manifesti dello show sulle consolari capitoline. Preso nota dell’«evento di risonanza internazionale» si è notato che il 19 luglio, data del concerto, coincideva con il secondo giorno dei mondiali al Foro Italico che sono a 200 metri a piedi dallo stadio. Così, anche se per le prime medaglie in vasca bisognerà attendere domenica 26, il prefetto ha chiesto lo spostamento. Eppure tutto era stato programmato da tempo, sia i campionati che il tour. Di «Roma 2009», la panacea di tutti i mali del turismo capitolino, si parla da anni, mentre la prenotazione dell’Olimpico risale al 18 dicembre. E a gennaio erano iniziate le prevendite. «Ma che siamo matti - protesta Roberto, avvocato 44enne dal sito web di Accuradio - io il biglietto l’ho comprato a Natale. Che non gli venisse in mente di cambiare programma, perché a Torino non ci vado anche se mi rimborsano il treno, ci potevano pensare prima». «Cambiare sede? Di decente a Roma c’è solo l’Olimpico - dice Federica, 31 anni-. Il Palalottomatica ha un’acustica pessima, rimbomba tutto, ti rincoglionisce e poi si morirebbe di caldo lì dentro». Sarà, ma il promoter, Claudio Trotta della Barley Arts, ieri sembrava rassegnato. «A noi nessuno ha ancora detto nulla, mi auguro che, dopo Pasqua, si possa trovare una soluzione». Secondo lui è praticamente impossibile spostare location o data. «Anche perché sono già stati venduti quarantamila biglietti». E non è un dettaglio da poco.