Sprint finale sulla previdenza integrativa

Il direttore generale Ferrari: «Prudenza giustificata»

Conoscendo le abitudini degli italiani che amano prendersela comoda fino all’ultimo minuto non deve meravigliare che il grosso delle risposte su come destinare il trattamento di fine rapporto (Tfr) sia concentrato negli ultimi 45 giorni utili. Il 30 giugno, infatti, scade il termine entro il quale i lavoratori dipendenti dovranno esercitare la scelta tra il Tfr e le forme di previdenza complementare. «Trattandosi di un tema tanto delicato che, inoltre, riguarda il proprio futuro, è più che giustificato un atteggiamento di prudenza», tiene a precisare Attilio Ferrari, direttore generale di Arca sgr che poi aggiunge: «D’altra parte, non è certo per caso, che nelle ultime settimane utili prima della scadenza del 30 giugno siano partite la campagna di informazione attraverso i principali media patrocinata dalla Presidenza del consiglio e quelle private promosse dalle società di gestione dei fondi pensione come, per esempio, Arca sgr».
Una campagna, quest’ultima, che sarà declinata su tv, stampa e Internet e che, oltre a informare i lavoratori sulle opzioni a loro disposizione, vuole invitare il pubblico a visitare il sito web www.arcaprevidenza.it, a contattare personalmente i Tfr Point allestiti presso gli oltre 5mila sportelli delle 65 banche collocatrici e a conoscere i due Fondi Pensione Aperte della società: «Arca previdenza» e «Arca previdenza Aziende».
Il primo è dedicato prevalentemente alle adesioni su base individuale: nasce infatti per volontà del singolo sottoscrittore. Ogni contribuente può determinare liberamente quanto versare al fondo. «Arca previdenza Aziende», invece, è dedicato in prevalenza alle adesioni su base collettiva: nasce da un accordo tra l’azienda e le rappresentanze sindacali dei lavoratori. Il datore deve indicare in un accordo aziendale i fondi pensione aperti che i lavoratori possono sottoscrivere; tale accordo definisce gli aspetti dell’adesione definendo i contributi: del datore di lavoro, del lavoratore e quelli rappresentati dal Tfr.
Entrambi i fondi sono articolati in cinque comparti d’investimento: «Obiettivo Tfr» (ideato ad hoc per accogliere in particolare, ma non solo, i contributi dei lavoratori che optano per il silenzio assenso); «Garanzia» (linea monetaria con garanzia di restituzione del capitale e indicato fino a 5 anni mancanti alla pensione); «Rendita» (a prevalente contenuto obbligazionario, suggerito per lavoratori che hanno tra i 5 e i 10 anni alla pensione); «Crescita» (linea bilanciata tra azioni e obbligazioni, consigliato ai lavoratori con almeno 10 ma non oltre 15 anni alla pensione) e, infine, «Alta Crescita» (linea a prevalente contenuto azionario, ideale per coloro che hanno almeno 15 anni prima dell'età pensionabile).
«In ottica di semplificazione e di ottimizzazione dei costi, presenteremo nella seconda parte dell’anno la richiesta di unificazione dei due fondi pensione, mantenendo due classi d’investimento: una per gli accordi su base aziendale e una per le adesioni su base individuale», conclude Ferrari.