Sprofondo nerazzurro Benitez e l’Inter molle ripiombano all’inferno

Che sventola! L’Inter scopre che Tyson Zarate fa male e l’Aquila fa danni. Grande Lazio, Inter da incubi. La sua difesa è il solito gruviera delle ultime partite. Il gioco della Lazio rintrona la squadra e rispedisce Benitez e i giocatori nell’inferno dei dubbi. Se questa è l’Inter che parte per mondiale, Moratti dovrà farsi più d’un segno di croce. Il campionato ieri sera ha detto due cose: la Lazio sarà osso duro per tutti. L’Inter, per ora, ha perso la corsa. Lazio in testa con il Milan, Inter sempre più lontana: al ritorno da Abu Dhabi potrebbe trovarsi a distanza siderale dai milanisti. Inter con poca testa, nel senso della concentrazione. Ma ormai con poca classe. Giocatori come marionette ammosciate: quando si sveglia uno, si addormentano gli altri.
Dimenticate la difesa saracinesca: se n’è andata con Samuel. Non parliamo dell’attacco: Pandev ha ritrovato il gol, dopo aver sbagliato quello (ancora una volta) che poteva cambiar faccia alla partita. Buon che al mondiale ci sarà Eto’o, e magari Milito.
Partita persa a centrocampo: la Lazio ha giocato con intensità e determinazione. L’Inter è stata una mozzarellina, senza anima. Salvo risvegliarsi dopo aver subito la sventola fortunata di Biava e il 2-0 d’autore, venuto dalla bravura di Zarate e dall’unico intervento sfortunato di Natalino. Poteva essere un diluvio, Castellazzi ha aperto l’ombrello. Quei due gol laziali sono stati l’unico elettrochoc per viandanti addormentati. L’Inter ha ricominciato a giocare calcio determinato nell’ultimo quarto d’ora: ne ha cavato il ritorno al gol di Pandev, una squadra più cattiva, un gioco più credibile. Ma è durato poco, la Lazio ha punito con Hernanes che, insieme a Zarate e Floccari, ha messo i nerazzurri in angoscia. Poi Sneijder ha colpito la traversa e Cordoba si è visto respingere un pallone da gol.
Morale della storia: la Lazio ha vinto mostrando il meglio del repertorio, l’Inter ha perso mostrando il peggio. Erano sette anni che la Lazio non batteva l’Inter: anche le statistiche sanno dire qualcosa.