Spumanti: record per le esportazioni italiane

L’export per la prima volta ha superato l’import attestandosi a 163 milioni di bottiglie per un fatturato di 1,4 miliardi di euro. L’Europa primo mercato di destinazione, ma crescono anche Russia, Brasile e Israele<br />

Roma - Boom per le esportazioni italiane di spumanti. Per la prima volta, rende noto Confagricoltura, l’export ha superato il consumo nazionale. Un successo per le bollicine «made in Italy».

Trend positivo Secondo i dati del Forum Spumanti d’Italia, le esportazioni sono aumentate sia in quantità (+ 11% annuo) che in valore (+29%). Nei primi 11 mesi del 2008 il fatturato complessivo dell’export è ammontato a 1,4 miliardi di euro, per un totale di 163 milioni di bottiglie. Il 74% è destinato all’Europa, ma hanno registrato significativi incrementi anche gli altri mercati mondiali come Russia, Brasile e Israele. Per la fine dell’anno si segnala mancanza di prodotto presso gli importatori e i distributori esteri. Un evidente segnale di successo per lo spumante italiano

Tiene il mercato interno Le difficoltà del settore vinicolo non sembrano influenzare il mercato degli spumanti. In questo finale d’anno, secondo Confagricoltura, si stapperanno in Italia 110-112 milioni di bottiglie, per una spesa complessiva di 800 milioni di euro, tra «bollicine» nazionali ed estere. Dodici milioni e mezzo le bottiglie importate (il 92% fra Champagne e Cava).

Primato mondiale Il record degli spumanti è la degna conclusione di un 2008 molto positivo per i vini italiani. Per la prima volta negli ultimi dieci anni l’Italia ha ottenuto il primato mondiale nella produzione con 47 milioni di ettolitri superando la concorrenza francese, fermatasi a quota 46 milioni. Un «sorpasso» determinato anche dalla conquista di mercati importanti come quello degli Stati Uniti dove il 30 % delle produzioni vinicole importate è «made in Italy».