Spunta il "bonus" elettorale: a Natale 150 euro ai più poveri

Suddiviso il "tesoretto": due miliardi ai ceti
deboli, tre alle infrastrutture, uno al sociale<br />

Roma - Un «bonus panettone» da circa 150 euro, assegnato a fine anno agli «incapienti», i cittadini dal reddito così basso da non poter usufruire di riduzioni fiscali perché già esenti dal pagamento delle tasse. Il bonus dovrebbe andare a ogni componente del nucleo familiare.Èquesta la grande novità annunciata dal sottosegretario alla presidenza Enrico Letta, a Consiglio dei ministri in corso per l’approvazione della legge finanziaria 2008. Si tratta di una riedizione del bonus da 300mila lire che era stato approvato dal governo Amato con la finanziaria elettorale 2001: c’è aria di voto in primavera? La provvidenza è contenuta nel decreto legge da 7 miliardi e mezzo di euro che il governo ha approvato all’unanimità nella tarda serata di ieri. La manovra è stata infatti spacchettata in più provvedimenti: la Finanziaria vera e propria, da 11 miliardi di euro; il decreto, che anticipa le misure di questo scorcio di 2007; un disegno di legge collegato (o forse più).

Un«collegato di sessione » conterrà le norme che recepiscono il protocollo su pensioni e welfare del 23 luglio scorso: sarà approvato dal governo il 12 ottobre, dopo il voto referendario nelle fabbriche e fra i pensionati sui contenuti dell’intesa governo-sindacati. «Il decreto - ha spiegato Letta - è frutto delle maggiori entrate fiscali, che saranno redistribuite». Due miliardi circa per misure (il bonus, appunto) a sostegno dei ceti più deboli; quasi tre miliardi per le infrastrutture, con Ferrovie, Anas, metropolitane di Milano,Romae Napoli che fanno la parte del leone; 1,5 miliardi per le politiche abitative, l’anticipo dei contratti pubblici, altri interventi vari; un miliardo per la cooperazione internazionale che non sarebbe stato pagato dal governo precedente («impudenti», ha commentato in proposito Gianfranco Fini). Questa, più o meno, la suddivisione del «tesoretto».

Nella Finanziaria delle «cento buone notizie per gli italiani» - così l’ha definita Letta nell’incontro con la stampa a palazzo Chigi - almeno 99 di esse sono, però, ancora da scoprire. Il ministro per l’Attuazione del programma, Giulio Santagata, parla di un taglio di un miliardo di euro ai costi della politica: non subito, però, ma a regime. «Siamo impegnati a ridurre deputati e senatori - celia Santagata - rispettivamente a 315 e 200 unità». Non mancano i primi finanziamenti del progetto «mille treni» per i pendolari. Insomma, un bel po’ di propaganda. Prima del Consiglio dei ministri, il Cipe ha approvato la Relazione previsionale e programmatica, che aggiorna i grandi numeri dell’economia nazionale.

La crescita del Pil 2007 è stimata nell’1,9%, in calo sul precedente 2%; mentre il deficit migliorerebbe al 2,4% contro la precedente stima del 2,5%. Nel 2008 il Pil scenderà ulteriormente all’1,5% (stima precedente 1,9%), per restare abbondantemente sotto il 2% fino al 2011 compreso. Il disavanzo 2006 calerebbe al 2,2% fino ad azzerarsi nel 2011. Il rapporto debito- Pil quest’anno sarà al 105%, e scenderà al 103,5% nel 2008. Solo nel 2010 il debito italiano dovrebbe scendere sotto il 100% del prodotto.