Spunta il capolavoro del regista suicida

Ritrovato «Yuukokù» il film del maestro Mishima

da Roma

È stato ritrovato il film Yuukokù (Patriottismo), celebre film diretto e interpretato dallo scrittore giapponese Yukio Mishima. Uscita nel ’66, la pellicola si pensava fosse stata distrutta in tutti i suoi esemplari per ordine della vedova Yooko dopo la morte dell’autore a 45 anni. Il 25 novembre del 1970 Yukio si suicidò in pubblico, davanti alle telecamere, squarciandosi il ventre con la spada (il rituale seppuku) dopo l’arringa ad un plotone di soldati nel quartier generale delle forze di difesa a Ichigaya, un quartiere centrale di Tokyo. L’annuncio del ritrovamento di una delle opere più enigmatiche e premonitrice del clamoroso gesto di Mishima è stato fatto dall’autore della scoperta, Hiroaki Fujii, 78 anni, al quotidiano Yomiuri.
Fujii, amico dell’autore, era stato uno dei produttori del film e fu poi incaricato dalla vedova Yooko di distruggerne tutti gli esemplari. «È stata una grande emozione ritrovare la copia originale del film in una grande scatola per il tè in legno nascosta in ripostiglio della vecchia casa di Mishima a Tokyo. Sono circa quaranta rotoli di pellicola da 35 millimetri. La vedova Yooko mi aveva pregato di distruggere tutte le copie del film e io lo feci.
Ma Yooko con ogni probabilità non ebbe il coraggio di mandare al macero la copia originale che nascose in un ripostiglio. Dobbiamo esserle grati per questa scelta». Fujii ha confidato che in realtà il ritrovamento della copia originale risale al 1996, un anno dopo la morte della vedova. «Ma all’epoca decisi di tacere. Se avessi svelato il ritrovamento, tutti avrebbero voluto che il film fosse mostrato in visione. Ma all’epoca la tecnologia esistente era solo delle videocassette, un mezzo tecnico ancora inadeguato. Mi sono deciso a farlo adesso perché ci sono i dvd e sarà possibile ridare al mondo intero la possibilità di rivedere il film in una copia fedele» (Uscirà nel 2006).
La commozione per la scoperta della pellicola è doppia tra i critici letterari e cinematografici a Tokyo, visto che ricade nell’ottantesimo anniversario della nascita di Mishima. Nato nel 1925 a Tokyo, Kimitaka Hiraoka, questo il suo vero nome, cambiato successivamente in Yukio Mishima così che il padre anti-letterario non venisse a sapere che aveva scritto, è stato definito da molti critici il novelist giapponese più importante del ventesimo secolo. «Il film è una chiara premonizione di quanto sarebbe poi accaduto a Ichigayà. Difficile dire dove arriva lo spettacolo e dove invece ci sono i veri sentimenti di Mishima. Ad ogni modo è un documento fondamentale per chiarire il mistero della morte del grande scrittore» ha detto il critico cinematografico Tadao Sato, 74 anni.
Il film, in bianco e nero, dura trenta minuti. Non ci sono dialoghi, ma solo sottotitoli, mentre scorre la musica di Tristano e Isotta di Richard Wagner. Il protagonista è un giovane colonnello che, non riuscendo a prendere parte ad un fallito tentativo di colpo di Stato il 26 febbraio 1936 a Tokyo, commette il seppuku, seguito dalla sua giovane sposa.