Spunta da dietro l’autobus, travolto bambino di 10 anni

Il piccolo è ricoverato in prognosi riservata. L’investitore: «È stato un attimo, non l’ho visto»

Paola Fucilieri

Ha attraversato la strada correndo in via Omodeo, a Bonola. Appena sceso dall’autobus della linea 40 che ieri pomeriggio poco dopo le 15, dalla sua abitazione di via Cittadini a Quarto Oggiaro, lo aveva portato a raggiungere la casa di un amico, fermandosi lì accanto, in via Cechov. Correva per il freddo, per la fretta, forse semplicemente per la gioia, immaginando il pomeriggio di giochi che lo aspettava. E così, soprappensiero come solo un bambino come lui (10 anni compiuti da poco più di un mese) può essere, è spuntato all’improvviso in mezzo alla strada passando dietro l’autobus ancora fermo e saltando l’aiuola che divide la carreggiata in due corsie a due sensi di marcia. Una questione di secondi, di attimi; un gesto la cui durata non importa nulla, che comunque non andava fatto. E l’uomo al volante della Fiat Marea che transitava in quel momento sull’altra carreggiata, non ha potuto vederlo, ed evitarlo: quando ha frenato lo aveva già investito in pieno. Adesso il piccolo Elio L. è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Policlinico.
Quando i vigili urbani sono intervenuti sul posto, l’ambulanza se n’era già andata da un po’ a sirene spiegate. Lì, in mezzo alla strada, oltre al solito capannello di curiosi e agli automobilisti bloccatisi in seguito all’incidente, c’era il conducente della vettura che aveva investito il piccolo Elio, Domenico N., 47 anni, originario di Reggio Calabria, ma residente in città, a Baggio. Il poveretto era disperato e non riusciva a capacitarsi di quanto era appena accaduto.
«Non l’ho visto - continuava a ripetere l’uomo - è spuntato all’improvviso da dietro l’autobus... Ha attraversato di corsa la strada... Ho frenato subito, non è servito a niente».
In questo caso, ormai da un paio d’anni, il codice della strada prevede che per lesioni gravi e gravissime colpose il responsabile sia perseguibile solo ed esclusivamente per querela di parte, entro 90 giorni dal fatto.
«Tuttavia la dinamica dell’incidente lascia spazio a ben pochi dubbi - dicevano ieri i vigili sul posto -. L’automobilista non poteva andare forte lungo questo tipo di strada, a doppio senso di marcia e separata da un’aiuola. Non era in grado di notare il bambino prima che spuntasse, correndo, da dietro il mezzo pubblico, dopo aver saltato con un balzo l’aiuola...». E i ghisa lasciano il discorso in sospeso, allargando esplicitamente le braccia per indicare che il conducente della Marea non poteva fare altrimenti.
La polizia municipale si è occupata dei rilievi di rito per stabilire i dettagli della dinamica dell’incidente, mentre altri vigili hanno cercato i genitori del piccolo. Dopo un po’ è stata trovata la mamma di Elio, portata al Policlinico con un’auto del comando di piazzale Beccaria.