Spuntano i Benetton dietro l’intesa tra Clessidra e Romiti

La famiglia di Ponzano in gioco nelle trattative sul futuro di Gemina. Confermato il possibile ingresso di nuovi soci in Miotir

da Milano

Dietro l’intesa tra Clessidra e la famiglia Romiti su Gemina ci sarebbe un interessamento dei Benetton. Tra gli investitori che potrebbero entrare in questa fase nella compagine di controllo degli Aeroporti di Roma (al 51% di Gemina) ci sarebbe infatti anche la famiglia di Ponzano Veneto. Non è ancora chiaro come l’accordo tra il fondo guidato da Claudio Sposito e Pier Giorgio Romiti, ad di Gemina, possa concretizzarsi. Secondo quando anticipato ieri da due quotidiani Clessidra e altri investitori potrebbero entrare in Miotir, la finanziaria di famiglia dei Romiti, primi azionisti di Gemina. Miotir avrebbe così le risorse necessarie per rilevare le quote di altri soci di Gemina che sono in uscita e partecipare all’aumento di capitale in programma (circa 150 milioni). Ieri fonti finanziarie vicine a Gemina hanno confermato che questa è una delle ipotesi allo studio (in questo momento appare favorita), e che entro una decina di giorni si dovrebbe decidere come procedere.
L’interesse dei Benetton per il settore e per Adr è nota da tempo. Edizione, la holding di famiglia, controlla Sagat, la società che gestisce lo scalo di Torino e ha una quota in Ah, cui fa capo Aeroporti di Firenze. Gilberto Benetton si era anche candidato formalmente a una quota in Adr interpellando i Romiti, che, mesi fa avevano dichiarato di non prevedere per il momento possibili intese.
Visto anche il rapporto tra Enrico Marchi, presidente di Save, l’altra pretendente a un’intesa con Adr, e la famiglia di Ponzano, si era ipotizzato che Edizione potesse spuntare in una possibile cordata schierata in campo dagli Aeroporti di Venezia.
Quanto a Marchi ieri è tornato sul prossimo incontro con i Romiti: «Ci vedremo la prossima settimana». Per Save in ogni caso quella con Gemina «è un’operazione con una valenza industriale molto importante, su cui vale la pena spendere del tempo. E ci stiamo lavorando». L’esistenza di due hub per Marchi non sarebbe un ostacolo. «È vero che sono due ma è anche vero che hanno problemi entrambi perché non sono supportati da una compagnia di bandiera adeguata. A fianco di Parigi ci sono Nizza e Lione, e oltre a Francoforte c’è Monaco come secondo hub intercontinenatale. Se vogliamo uscire dalle difficoltà del trasporto aereo italiano dobbiamo mettere in moto un po’ di creatività».