Spy story, la Mercedes in campo: "Anche noi vogliamo la verità"

La casa tedesca socia al 40% della McLaren: "Noi siamo onesti". Ma il "Times" non dà speranze: penalizzati piloti e scuderia

Londra - Fino a qualche giorno fa era un timore confuso nell'entusiasmo per la splendida cavalcata di Lewis Hamilton. Ora anche i più convinti innocentisti vacillano, e le dissimulate preoccupazioni iniziali sono declinate in un epilogo che appare scontato. È stato il Times a dar voce ad un pensiero largamente diffuso dove la sentenza della Fia, attesa per il 26 luglio, suona come un verdetto di condanna già scritto per la McLaren. Nonostante le rassicurazioni di Bernie Ecclestone, la scuderia inglese pare destinata a subire, oltre alla scontata multa, anche una pesante sanzione sportiva. Una penalizzazione di punti non solo nella classifica costruttori, ma soprattutto in quella dei piloti.

Ad inguaiare la scuderia anglo-tedesca sarebbero le ambigue circostanze su come Mike Coughlan, capo-progettista McLaren, sia entrato in possesso delle 780 pagine di documenti riservati Ferrari. Preoccupazioni condivise anche dal principale partner della McLaren, la Mercedes, che dopo settimane di «assordante» silenzio è scesa finalmente in campo per proclamare la propria innocenza. «Quelli che non fanno nulla di male non hanno nulla da temere - le parole di Norbert Haug, vice-presidente di Mercedes-Benz Motorsport -. È nel nostro interesse che la verità venga a galla, perché non siamo una squadra che vuol vincere barando». Incriminata per «condotta fraudolenta», la McLaren si trova ora nella scomodissima posizione di dover dimostrare come i progetti Ferrari ottenuti indebitamente da Coughlan non abbiano influenzato la realizzazione e lo sviluppo della sua monoposto o le strategie di gara. E sul «processo» comincia a trapelare qualche anticipazione, come una specie di j’accuse diviso in 30 domande che verrebbe sottoposto alla McLaren. Fra queste una, particolarmente intrigante: quando avete denunciato alcune irregolarità della Ferrari come avete fatto a scoprirle? «L'udienza del 26 luglio inizierà molto presto e ci sarà tempo per assumere i provvedimenti più opportuni - si limita però a dire Hermann Tomczyk, capo della Federazione automobilistica tedesca nonché numero due della Fia -. La gamma di penalità include un ampio numero di possibilità, dall'esclusione dal mondiale al semplice avvertimento».

Così mentre in Inghilterra si ricordano i precedenti più illustri - la sospensione della Tyrrell nel 1984, la squalifica per due Gp di Janson Button due anni fa, l’espulsione della Toyota dal mondiale rally 1994 -, il Times parla anche di danno economico. Ieri è tornata a farsi sentire anche la McLaren che, in una nota sul proprio sito precisa: «La McLaren è preoccupata dalle erronee speculazioni sorte da inaccurati e impropri riferimenti al contenuto della documentazione legale privata fornita alla corte in risposta all’azione della Ferrari per proteggere la propria proprietà intellettuale. Nessun materiale o dato della Ferrari è o è stato in possesso di addetti McLaren eccetto l’individuo (Mike Coughlan, ndr) accusato dalla Ferrari. Il fatto che egli era in possesso a casa sua di materiale riservato della Ferrari, non era noto ad alcun membro della squadra prima del 3 luglio 2007. Inoltre la McLaren ha escluso categoricamente che informazioni Ferrari siano state utilizzate per lo sviluppo della sua vettura. La McLaren guarda ora all’opportunità di presentare un quadro completo e accurato degli eventi all’assemblea adatta, prima del Consiglio Mondiale della Fia del 26 luglio». E sul versante Ferrari-Stepney, a giorni è attesa la presentazione dell'esposto contro ignoti dell'ex capo dei meccanici di Maranello, che nelle scorse settimane si è sentito spiato e pedinato. Mentre è attesa una conferenza stampa dello stesso Stepney.