Spy story, ora la McLaren critica la polizia italiana

Londra. La McLaren smentisce che la polizia abbia trovato elementi di prova nel corso delle perquisizioni appena subite dal team inglese ed effettuate nell’ambito dell’inchiesta sulla nota spy-story a danno della Ferrari. Se l’inchiesta condotta dalla Fia è ormai chiusa dal punto di vista sportivo, in Italia va avanti quella giudiziaria, condotta dalla procura di Modena. Nei giorni scorsi, su rogatoria internazionale, sono stati interrogati dalla polizia nelle loro abitazioni in Inghilterra e nella sede del team di Woking alcuni dirigenti della McLaren (perquisita anche l’abitazione del patron del team, Ron Dennis). La scuderia inglese, in una nota, nega che - contrariamente a quanto lascerebbero intendere alcune fonti - le perquisizioni abbiano portato a galla nuovi elementi di colpevolezza. «McLaren Racing - si legge - è estremamente scontenta delle parole che, secondo alcune fonti, la polizia italiana avrebbe usato. Se fossero vere, si tratterebbe di un’inesattezza grossolana. Infatti la polizia non ha ancora avuto accesso al materiale sequestrato, non l’ha nemmeno cominciato ad esaminare. Saremmo molto sorpresi - prosegue la McLaren - se l’esame di tali elementi dovesse rivelare qualcosa di più di quanto già emerso». Un portavoce ha spiegato poi che il team è pronto a rivolgersi al ministero degli interni britannico per esprimere la propria preoccupazione per come gli investigatori italiani stanno trattando la vicenda.