La squadra dei carcerati di Bollate retrocede: «Decimati dall’indulto»

L’indulto ha messo nei guai la squadra dei detenuti del carcere di Bollate. Aperte le celle, la «Seconda casa di reclusione» - questo è il nome della squadra - ha infilato una serie di risultati negativi. Conseguenza immediata: retrocessione. I migliori - difensori, centrocampisti, bomber - se ne sono andati. Mica ceduti al calcio mercato. Fuori. La compagine, che militava nel campionato di seconda categoria, è rimasta con un solo giocatore: il portiere. Non il contesissimo Gianluigi Buffon, in ogni caso un estremo difensore di tutto rispetto. Peccato sia rimasto solo: i compagni di squadra, svincolati a parametro zero dal provvedimento di clemenza, hanno appeso le scarpe al chiodo. Sconsolato, Nazzareno Prenna, il mister che ci mette un sacco di passione e d’entusiasmo. «Mi sono trovato, senza calciatori. Ditemi voi, cosa potevo fare?». Lo dica lei. «Ecco, mi sono rimboccato le maniche e con pazienza ho rimpiazzato la rosa. Per finire il campionato ho dovuto far scendere in campo qualche studente della mia scuola».