La squadra del «no» manda in campo i vandali

A mano a mano che ci si avvicina all’appuntamento con il referendum di domenica e lunedì prossimi, i sostenitori del «no» si sentono evidentemente autorizzati a imporre la bontà delle proprie idee facendo ricorso ai metodi tipici dell’intimidazione e, in qualche caso, della violenza: anche ieri, dopo il bombardamento dei giorni scorsi a colpi di uova (fresche, peraltro) del gazebo di Forza Italia in via Venti Settembre, i volontari del presidio del Comitato del sì allestito dalla Casa delle libertà a De Ferrari sono stati minacciati e insultati da alcuni balordi - poi allontanati dalla polizia - che si erano dichiarati apertamente per il «no» al quesito referendario. Lo stesso presidio era stato danneggiato nel corso della notte precedente. Sempre ieri pomeriggio, a Pegli, alla chiusura di un gazebo sul lungomare, un giovane appartenente al Movimento giovani padani è stato aggredito da alcuni punkabbestia che lo hanno pesantemente minacciato. «Sono i soliti democratici» commenta una nota della Segreteria provinciale della Lega nord. Che aggiunge: «Utilizzando un’arma da taglio, i vandali hanno danneggiato gravemente un laterale del gazebo». Il capogruppo del Carroccio in consiglio comunale, Edoardo Rixi, insiste: «Si tratta di ulteriori episodi di intolleranza verso chi vuole riportare le istituzioni più vicine ai cittadini. In questi giorni, più volte - sottolinea ancora Rixi - alcuni assessori comunali hanno chiesto ai vigili di verificare se eravamo in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie. Vorrei sapere perché non hanno provveduto con la stessa solerzia a difendere dai vandali un presidio politico che, in quanto tale, rappresenta la massima espressione delle libertà democratiche».