La squadra non esiste, l’azione sì

(...) sfondato subito con lo share.
A parte il fatto che a Genova la sezione catturandi non esiste, una volta tanto chi ha scritto il copione e la sceneggiatura è entrato almeno in una questura. A capo di tutti non c’è il solito commissario, che fa tanto romanzo d’antan ma che nella realtà ha al massimo la responsabilità di stabilire il turno delle volanti, non certo di dirigere un’intera sezione né, i termini a volte sono inappropriati, un commissariato intero. Claudio Amendola è vice questore di grado (non nel senso che è il numero due della questura) e i suoi ragazzi lo chiamano «dottore» o per nome se hanno confidenza. E poi, d’accordo che le sparatorie tre volte al giorno non ci sono per le strade, almeno non a Genova. Ma va anche detto che visto che qualcosa devono pur fare i poliziotti di «48 ore» per tenere il pubblico incollato alla tv, tanto vale che facciano il loro mestiere. Per capirsi, meglio girare con le pistole in pugno muovendosi come incursori, che indossare una divisa per dare un po’ di colore a un fumettone rosa. Di recente, in questo senso, tutte le serie di «Carabinieri» erano state via via sempre peggio. Carine, simpatiche, gradevoli, ma alla caserma dell’Arma hanno fatto fare un po’ troppo la figura dell’agenzia cuori in affitto. «Ris» e «Distretto di polizia», seppur in misura minore, non hanno saputo resistere al fascino del fotoromanzo, della soap-action.
A «48 ore» invece fischiano le pallottole. Un po’ troppe, rispetto alla realtà, ma almeno al momento giusto. A Genova, per cercare sempre qualche fatto di cronaca vera cui prendere spunto, qualche funzionario della squadra mobile, un «dottore» alla Claudio Amendola, delle pallottole contro se l’è prese sul serio. Il giubbino antiproiettile ha fermato davvero dei colpi. La vita l’ha salvata per questione di centimetri e non era una fiction, ma una rapina vera. Quelle, le pallottole, nella questura reale ci sono. Per fortuna meno che nei telefilm, ma ci sono. Come ci sono i flirt tra colleghi, meno che nei telefilm. Ma non tutti i telespettatori guardano la fiction con gli occhi da nerista. E poi Montalbano, il concorrente sulla Rai, è più radical chic, lo dicono tutti.