La squadra del Professore sulla confusione non ha rivali

Con le due dozzine di ministri da coordinare (una centuria con i sottosegretari) il povero Prodi fa quasi tenerezza.
La sua «squadra», come la chiama lui, in fatto di confusione non ha rivali. Al suo confronto l’Armata Brancaleone era un blocco monolitico. Non ci sono due ministri che la pensino allo stesso modo: chi vuole la Tav e chi no, chi vuole tenere in vita la legge Biagi e chi la vuole abolire.
Persino sul ritiro dei nostri soldati dall’Irak, c’è chi lo vuole immediato e chi, bontà sua, accetta che avvenga gradualmente.
Il povero Mortadella, dunque, ha più lavoro di un domatore del circo equestre. Non contento di ciò, sembra voler dare consigli agli altri capi del governo dell’Europa. Ha cominciato con l’Austria, dove le cose funzionano bene e dove, più che insegnare, il premier potrebbe imparare qualcosa di molto utile. Per esempio come formare un governo senza comunisti.