«LA SQUADRA», STORIE SENZA FRONZOLI

Per capire il successo de La squadra (mercoledì su Raitre, ore 21), non eclatante ma fatto di consensi fedeli e continui, bisogna rifarsi alla legge non scritta del bastian contrario. Le fiction nostrane all’insegna di poliziotti e carabinieri puntano di solito sul grande attore o sull’attrice di fama, su qualche nome di spicco che faccia da traino? La Squadra no, rinuncia al grosso nome e punta sulla forza del collettivo. I telefilm concorrenti sono pieni di personaggi di contorno simpatici, di caratteristi capaci di strappare in ogni momento una risata tra un inseguimento e l’altro, tra un’indagine e la cattura di qualche delinquente? La Squadra no, non ricorre a questo tipo di furbo arruffianamento del pubblico. Sia gli attori protagonisti che i comprimari non fanno proprio nulla per risultare simpatici. Non hanno neanche il fisico, per questo tipo di approccio. Le altre fiction presentano sceneggiature movimentate e procedono con ritmi sostenuti? Quelli della Squadra no, vanno ad andamento lento, con inquadrature lunghe, interrogatori nella penombra, dialoghi che in certi momenti sembrano quasi al rallentatore. Negli altri distretti o caserme è tutto un fiorire di storie d’amore, di corteggiamenti, di digressioni nel privato e nel familiare? Qui i poliziotti sembrano avere in testa solo il lavoro, e nell’ultima puntata il commissario Pettenella, interpretato da Massimo Wertmüller, rifiuta stoicamente le avances di una avvenente ragazza che si era invaghita di lui («Non sono innamorato», e la rimanda a casa senza tante storie). Ecco, la singolarità de La Squadra è ben rappresentata da quest’ultimo esempio, che si somma agli altri e la segnala come una fiction capace di distinguersi nel ricco panorama del genere poliziesco di prima serata. Che poi la tendenza ad essere bastian contrari non sia voluta, ma sia nata per dare espressione a uno stile di racconto molto personale, è cosa altamente probabile. Fatto sta che, giunta ormai alla sesta annata, questa fiction continua a differenziarsi nettamente dal resto della concorrenza. Ovvio che risulti meno accattivante di un Distretto di Polizia o di un Maresciallo Rocca, sia dal punto di vista spettacolare che della capacità di legare il grande pubblico a protagonisti dotati di forte carica comunicativa. Tuttavia tanto di cappello a un cast tosto e solido, formato da seri professionisti (tra cui Massimo Bonetti, il già citato Wertmüller, Luca Venantini, Chiara Salerno, Tony Sperandeo), che si avvalgono di copioni strettamente legati a temi sociali di forte impatto e a vicende che prendono spesso spunto dall’attualità. Non a caso proprio il gruppo de La Squadra è stato scelto come testimonial di una campagna pubblicitaria in difesa degli anziani.