Una squadra di Touch Rugby per le rifugiate

L'iniziativa è della Liberi Nantes Asd, un'associazione che si occupa di promuovere l'attività sportiva tra le persone che sono state costrette ad abbandonare i propri paesi d'origine. Il supporto tecnico sarà offerto dalla Touch Rugby Roma

La prima scommessa l'avevano fatta con il calcio, anni fa, e l'esperienza di creare una squadra interamente composta da giocatori costretti a lasciare i propri paesi di origine ha avuto un enorme successo. E oggi la Liberi Nantes milita nel campionato di terza categoria regionale ed ha un gruppo consolidato di 25 persone delle più diverse origini. Ora l'associazione - che ha come fine statuario quello di promuovere e diffondere lo sport tra coloro che per drammatici e laceranti motivi sono dovuti espatriare per fuggire da qualcosa o da qualcuno che negava loro la dignità di essere umani - ci riprova con il rugby, dando vita ad un nuovo progetto rivolto alle donne rifugiate e richiedenti asilo. Verrà formata una squadra di Touch rugby, una disciplina che racchiude in sè i valori forti propri del rugby ma permette la partecipazione a tutti senza limiti di età e condizione fisica perchè in campo non sono previsti placcaggi ma solo «tocchi». Un modo per consentire alle rifugiate di avere accesso ad un'attività sportiva che le conduca fuori dai centri di residenza abituale, permettendo loro di vivere una parentesi sociale nuova e se, possibile, lontana dalle storie spesso tragiche che le hanno viste protagoniste. Partner sportivo della Liberi Nantes Touch Rugby sarà la Touch Rugby Roma, che fornirà lo staff tecnico per la nuova sezione della polisportiva. «Attraverso questa iniziativa - sostiene la società - vorremmo trasmettere i valori del rugby come veicolo non solo di svago ma anche di integrazione ed emancipazione».