Lo squadrismo linguistico dell’Unità

Giancarlo Lehner

Altro che alternanza di governo, la verità è che bisogna aver davvero paura, per noi stessi e per la libertà di tutti, se il sinistracentro dovesse vincere le elezioni.
Si stava per celebrare il giorno della memoria, e l’intolleranza rossa - la madre di tutti i lager e di tutti gli stermini, anche quelli nazisti - impedì ad Alemanno di parlare all’interno di una struttura istituzionale. All’interno di Università ed altri habitat vocati al confronto delle idee, i «compagni» squadristi, peraltro mai perseguiti, chiudono la bocca ai non-comunisti.
Ciò vuol dire che Hamas è anche italiana, sta da sempre a sinistra e conta di infiltrarsi nel governo del Paese. Non esagero. Nel giorno della memoria, un tale Mauro Mancia, in tv e sull’Unità, si è diffuso nella seguente diagnosi su Berlusconi: «È un’ossessione delirante e pilotata. Non è folle, ma è dominato da una perversità etica: manipola, pervertendole, realtà e verità».
Manca soltanto l'esposizione al pubblico ludibrio del naso camuso, per questa nuova caccia all’ebreo sionista. Mi chiedo se esiste un Ordine o un Albo, capaci di sanzionare cotesta ragion pratica.
A parte l’aspetto deontologico, una magistratura meno militante potrebbe forse individuare qualche fattispecie di reato in un medico che sottopone una persona ignara ad una improbabile e scientificamente risibile visita a distanza, con finalità sfacciatamente demonizzanti, tant’è che pubblica a mezzo stampa o propala in tv la sua truffaldina cartella clinica.
Viene, altresì, spontaneo interrogarsi sull'equilibrio mentale e l’affidabilità di simili medici.
Quando l’odio acceca sino a prendere il posto della scienza, allora ogni giorno è quello della memoria, perché significa che sussiste il seme malvagio del razzismo che dipinge gli «altri» come pazzi, malati e deformi, magari narcisisti, nani e calvi.
Si sono levate esortazioni alla moderazione ed al rispetto dell’avversario politico, purtroppo a senso unico.
Per Berlusconi ed i suoi vige il libero insulto, mentre il bon ton istituzionale consiglia di non parlare più di Unipol, altrimenti Fassino si conturba. Berlusconi non può nemmeno indicare che una delle centrali più intossicate dall’odio è l’Unità. Il bastonato, anzi, viene immediatamente dipinto dai bastonatori come bruto, autoritario ed illiberale.
Eppure, basterebbe sfogliare il mio Dall'Utopia al cattivo gusto/l’Unità da Gramsci a Furio Colombo, (un’antologia ragionata delle contumelie, delle offese, delle male parole, delle parolacce, del razzismo, dell’avversione sanguinosa, del Kitsch girotondino-comunista), per capire che quel quotidiano è il principale laboratorio dello squadrismo linguistico.
Anzi, è un manifesto quotidiano contro la razza berlusconiana, che, oggi come ieri, trova medici, professori, artisti e intellettuali pronti a firmare. Tanto per testare l’incontinenza avvelenata, si pensi al rozzo dicitore Furio Colombo, beatosi di scrivere varie volte non solo che Berlusconi è «autistico» o simile a Pinochet, ma anche che Bossi è addirittura nazista.
Lo stesso giorno, 31 dicembre 2004, del Berlusconi uguale a Pinochet, il premier fu aggredito a Piazza Navona. Sull’Unità del 30 gennaio scorso, Luigi Cancrini, psichiatra «democratico» - i riferimenti alla psichiatria sovietica o a quella praticata tuttora in Cina li lascio ai lettori - prescrive anche la cura: «Quello di cui ha davvero bisogno oggi l’uomo Berlusconi, per cominciare a curarsi, in fondo, è soprattutto una sonora sconfitta. Come sono pronti a riconoscere con me... tutti quelli che si occupano seriamente... di disturbi della personalità».
Tuttavia, gli aggressori seguitano, insultando e odiando a più non posso, a fingersi aggrediti. Come intuì Tacito (Proprium humani ingenii est odisse quem leseris), è tipico dell’indole umana odiare colui che si è offeso.