La squalifica per la bestemmia attraverso la prova tv è una vera bestemmia

Se il regista Sky di Juve-Genoa indugia su Buffon dopo la papera del portierone azzurro, non è garantito che il suo collega di Catania-Atalanta, con un numero minore di telecamere, faccia lo stesso con Consigli. Perciò è impossibile applicare la norma

Premessa numero uno: la bestemmia, pronunciata ad alta voce, in modo che sia udibile da arbitro e calciatori, va punita con la squalifica. Niente da dire. In certi casi oltre che sgradevole, il castigo della bestemmia è cosa buona e giusta. Serve da monito, elimina una delle tante cattive abitudini del settore.
Premessa numero due: aver introdotto la punizione per la bestemmia a campionato in corso, è una forzatura che proprio lo sport e i suoi dirigenti dovrebbero evitare. Si poteva fare ma facendo slittare il provvedimento a fine agosto, con il prossimo torneo. Non ci sarebbe stata alcuna controindicazione.
Discutibile del nuovo precetto è la parte che consente la punizione anche attraverso la prova tv. Se la norma fosse stata già pubblicata e quindi in vigore, Gigi Buffon sarebbe stato il primo a incorrere nei fulmini del giudice sportivo Tosel. Per fortuna sua e della Juve, Buffon l'ha fatta franca. Ma l'occasione è propizia per riflettere su questa parte della regoletta.
Fidarsi della prova tv significa poter garantire, su tutti i campi di serie A e magari anche di serie B, la stessa copertura televisiva. Qui parliamo di mezzi, cioè del numero di telecamere disposte lungo l'anello dello stadio. L'esperienza, oltre che la testimonianza di Sky, ci suggerisce una realtà diversa. A Torino per Juventus-Genoa, il regista disponeva di un numero di telecamere sicuramente superiori rispetto a quelle utilizzate per Catania-Atalanta. Non solo. Ma lo stesso regista che ha indugiato sul primo piano del portierone azzurro, ripreso mentre smoccolava dopo la paperona del 2 a 2, non può garantire che il suo collega di Catania, in presenza dello stesso cedimento del portiere Consigli, per esempio, avrebbe avuto lo stesso comportamento.
La conclusione a questo punto è una soltanto: va bene la squalifica per bestemmia, ma lasciamo stare la prova tv che introdurrebbe due pesi e due misure, pratica già in uso, in dose industriale, presso gli arbitri.