Le squillo fanno dimettere il governatore Spitzer

da New York

Ottantamila dollari: è questa la pazzesca cifra che, secondo i giornali d’assalto, newyorkesi ha speso nel giro di alcuni anni in prostitute di lusso il governatore dello Stato di New York, Eliot Spitzer. Anzi, l’ex governatore. Perché Spitzer, ieri, ha dato le dimissioni dopo alcuni giorni di agonia politica e familiare. Si è presentato nuovamente davanti ai giornalisti (lo aveva già fatto quattro giorni fa quando la notizia era diventata di pubblico dominio) in compagnia della moglie Silda e ha letto una breve dichiarazione: «Non posso consentire che i miei errori personali interferiscano nella vita pubblica». Poi se n’è andato, senza rispondere ad alcuna domanda.
Il governatore dimissionario non ha fatto nessuna allusione diretta al suo coinvolgimento - in quanto cliente - in un giro di squillo di lusso. Una rivelazione-bomba che ha creato una bufera negli Stati Uniti (e in particolare a New York), vista la personalità di Spitzer, che della lotta alla corruzione aveva fatto una delle sue priorità, prima da procuratore aggiunto di New York, poi da ministro della Giustizia statale.
Spitzer aveva combattuto con molta durezza la corruzione negli ambienti di Wall Street (dov’è odiato e dove a quanto pare si è stappato lo champagne) e aveva tra l’altro smantellato almeno due reti di prostituzione di lusso analoghe a quella in cui è incappato lui stesso. Un particolare talmente imbarazzante da spiegare le pressioni da lui subite in queste ultime quarantotto ore, anche da parte dei suoi colleghi di partito per ottenere le sue dimissioni.
Lunedì verrà sostituito nel suo alto incarico da David Paterson, il suo vice nero e cieco che rappresenta da ventidue anni Harlem, il quartiere afroamericano di New York.