La squillo Scarlett Johansson risplende in un noir intricato

«I ricchi sono diversi e muoiono in modo diverso». La battuta, di stile chandleriano, echeggia in The Black Dahlia («La dalia nera») di Brian De Palma, tratto dal romanzo di James Ellroy (Mondadori), ambientato a Los Angeles nel 1946-1947, proprio l’epoca del Lungo addio, ultimo romanzo compiuto di Chandler. Del quale il libro di Ellroy e il film di De Palma ricalcano scontri sociali e amarezze esistenziali, elementi distintivi del noir rispetto al giallo. Pretesto del viaggio nell’abisso metropolitano sono due poliziotti (Josh Hartnett e Aaron Eckhart) che indagano sull’assassinio di una pornoattrice e prostituta, tema centrale di un soggetto esteso e intricato, che Vilmos Zsigmond fotografa con luce giallo-sbiadita, per «raffreddare» la solarità novembrina californiana, riuscendo solo a rendere sgradevole la visione. Arredamento di casa e vestiti di Scarlett Johansson, invece sono stupendi, anche troppo per il personaggio di una prostituta. Dettagli che forse lo spettatore non coglierà, come non coglierà che la Los Angeles del 1947 sia ricostruita nella Sofia del 2005.

THE BLACK DAHLIA di Brian De Palma (Germania/Francia 2006), con Josh Hartnett, Aaron Eckhart. 120 minuti