Sri Lanka, attacco dei ribelli Tamil Feriti ambasciatore italiano e Usa

L'ambasciatore
italiano in Sri Lanka Pio Mariani e quello americano Robert
Blake sono stati feriti a seguito di un attacco
dei ribelli Tamil nell'est del Paese. I guerriglieri si scusano per l'accaduto ma attaccano il governo: "Ha messo i diplomatici in pericolo facendoli passare in un'area dove sono in corso operazioni militari"

Colombo - L'ambasciatore italiano in Sri Lanka Pio Mariani e quello americano Robert Blake sono stati leggermente feriti oggi in un attacco attribuito ai ribelli Tamil nell'est del Paese. L'ambasciatore italiano "é in buone condizioni", ha detto la Farnesina. Secondo fonti ospedaliere citate dalla Reuters, anche l'ambasciatore tedesco Jurgen Weerth è stato leggermente ferito. Le Tigri per la liberazione dell'Eelam tamil (Ltte), subito accusate dell'attacco, hanno espresso rammarico per l'accaduto, ma hanno a loro volta accusato il governo dello Sri Lanka di negligenza. L'attacco è avvenuto con un bombardamento di artiglieria mentre una delegazione di ambasciatori - oltre a quelli italiano, tedesco e americano, c'erano gli ambasciatori di Francia e Unione Europea - stava scendendo da un elicottero militare nella base aerea di Batticaloa, secondo quanto ha detto il ministro dei Diritti dell'Uomo Mahinda Samarasinghe che accompagnava la delegazione. "Gli ambasciatori sono leggermente feriti - ha detto il ministro raggiunto per telefono dalla France Presse-. Io non sono stato colpito. Un piccolo proiettile di artiglieria è caduto non lontano da dove ci trovavamo". Il direttore dell'ospedale principale di Batticaloa, Muruganathan Moorthy, ha detto alla France Presse che l'ambasciatore Mariani "ha un corpo estraneo nella testa". In toltale, ha detto Moorthy, sono state portate in ospedale 11 persone. Tra i feriti ci sono quattro poliziotti, due militari dell'aeronautica e anche un bambino.

L'ambasciatore americano non ha avuto nemmeno bisogno del ricovero in ospedale, ha detto un funzionario dell'ambasciata. Gli altri ambasciatori sono rimasti illesi. Secondo il portavoce delle Tigri, Irasiah Ilanthirayan, gli elicotteri con la delegazione sono stati fatti atterrare in una zona della base aerea da dove le forze governative per tutta la mattina avevano bombardato con mortai le posizioni dei ribelli. Inoltre, secondo il portavoce, i ribelli non erano stati avvertiti dell'arrivo della delegazione straniera, contrariamente alla prassi consolidata. Il ministro Samarasinghee la delegazione di ambasciatori erano giunti a Batticaloa - una regione in preda a forti combattimenti fra ribelli tamil e forze governative - per una missione esplorativa per valutare i bisogni di migliaia di rifugiati costretti a fuggire dai loro luoghi di residenza a causa della guerra civile. Negli ultimi 15 mesi in cui sono riprese con vigore le violenze legate alla ribellione separatista dei tamil, sono state uccise circa 4.000 persone.

Le scuse dei guerriglieri Le Tigri per la liberazione del Tamil Eelam (Ltte) ammettono l'attacco ma esprimono "rammarico" per l'accaduto, accusando il governo di Colombo di "negligenza criminale" per non aver informato l'Ltte dell'arrivo di due elicotteri in una zona dove sono in corso operazioni militari. Il governo, denuncia il comunicato, "ha messo i diplomatici in pericolo, permettendo ai velivoli di portarli in un'area in cui hanno dichiarato operazioni militari senza informare in anticipo l'Ltte".

Rappresagli aerea a Batticaloa - Le forze aeree cingalesi hanno bombardato le postazioni delle Tigri del Tamil Eelam (Ltte) nel distretto di Batticaloa, nella parte orientale dello Sri Lanka. Un portavoce militare ha confermato che la rappresaglia ha avuto come obiettivi i covi dei guerriglieri a Thoppigala, nello stesso distretto dove è avvenuto l'attacco che ha causato il ferimento dell'ambasciatore italiano Pio Mariani e dei due colleghi, americano e tedesco. Al momento non si conoscono ulteriori dettagli del raid aereo, nè l'entità dei danni e le eventuali perdite inflitte dall'aviazione cingalese alla guerriglia separatista.