«Sta diventando una dittatura»

L’ex campione di scacchi Kasparov, scarcerato ieri, attacca il Cremlino: «Vogliono spaventarci mostrando cosa si rischia facendo gli oppositori»

dal nostro inviato a Mosca

In carcere ha perso un paio di chili e lo sguardo è provato, ma Garry Kasparov non ha perso la voglia di combattere. Un’auto della polizia lo deposita di fronte a casa, nel centro di Mosca, dopo aver scontato la condanna a cinque giorni a cui è stato condannato sabato per aver guidato una marcia di protesta anti Putin. L’ex campione del mondo di scacchi, che un paio di anni fa è sceso in politica fondando il movimento Altra Russia, non si fa pregare e avverte: «La Russia sta per diventare una dittatura». Poi accetta di rispondere a un manipolo di giornalisti, per lo più di testate straniere, tra cui il Giornale. Pochi i cronisti russi presenti. C’è Nuova Gazeta (il giornale di Anna Politkovskaja), la radio Eco di Mosca, ma non le tv, che di lui non parlano mai.
Come l’hanno trattata in carcere?
«Mi hanno messo da solo in una cella di 12 metri quadrati. Le guardie non mi hanno toccato fisicamente, ma nessuno mi parlava, non sapevo che cosa accadeva fuori: isolamento totale, violando ogni regola, non ho potuto parlare nemmeno con i miei avvocati. Insomma, hanno optato per l’oppressione psicologica. È un’esperienza che non auguro nessuno».
Qual era lo scopo del regime?
«Vogliono intimidire, mostrando che cosa si rischia a fare vera opposizione. Il messaggio è rivolto a tutti gli oppositori: se trattiamo così Kasparov, che è un personaggio noto, a voi andrà anche peggio».
Il suo arresto influenzerà l’esito delle elezioni?
«Non credo perché la maggior parte dei media non è libera. Ora mi riposo fino a domenica, poi valuterò la situazione. Voglio vedere fino a che punto si spinge l’arroganza del potere».
Nessun ripensamento?
«Nemmeno per sogno, anche se so che la prossima volta andrà peggio. Mi accuseranno di estremismo sovversivo, un reato che secondo le nuove leggi, può essere punito fino a 15 anni di carcere. Ma io non mi lascerò scoraggiare».
Quali saranno le sue prossime mosse?
«Ricorrerò alla Corte europea di Giustizia per far punire i responsabili. Politicamente sono sempre più convinto che le forze d’opposizione debbano unirsi per cambiare il Paese; non abbiamo alternative».
Eppure Putin appare forte e l’opposizione isolata...
«Decine di persone in molte città russe subiscono le stesse ingiustizie, ma non rinunciano a protestare. Il popolo capirà che non bisogna lasciarsi sottomettere. La popolarità di Putin è apparente: questo regime riesce a governare solo attraverso la paura».
E l’Occidente che può fare?
«Fino ad oggi avete dato carta bianca a Putin, mi auguro che la mia vicenda possa servire ad aprirvi gli occhi».