Sta meglio ma i medici indagano sulle cause. Il Milan: diagnosi non verificata. La moglie e la mamma in ospedale: «Speriamo...»

Che cosa ha avuto Antonio Cassano? Un ictus ischemico, secondo le prime indiscrezioni dell’Ansa. Più probabilmente un attacco ischemico transitorio (Tia), un improvviso deficit neurologico focale su base vascolare, i cui sintomi regrediscono entro 24 ore. «Diagnosi non verificate», comunica in serata il Milan. Alla prima e più incalzante domanda, comunque, i medici del Policlinico di Milano hanno già dato una risposta in privato. Non l’hanno ancora resa pubblica per un motivo semplicissimo: vogliono rispondere, in modo documentato, anche alla successiva domanda. Da cosa è stato provocato l’episodio? Da valutare l’entità e le conseguenze possibili. È per questo che il ricovero nel reparto di neurologia dell’ospedale milanese guidato dal primario Nereo Brusolin è stato prolungato di un paio di giorni. Si tratta, a ben vedere, del tempo sufficiente per esaurire gli altri esami che hanno lo scopo di fare piena luce sul malessere accusato da Antonio Cassano la notte di sabato scorso, al ritorno dal breve (50 minuti) viaggio in aereo, proveniente da Fiumicino. «Qualunque paziente ha diritto alla riservatezza e alla privacy. I medici stanno lavorando: speriamo vada bene. Ho sentito Antonio, è di buon umore, ma non faccio diagnosi perché non sono un medico. Antonio è forte, come è forte Rino Gattuso. I calciatori possono avere problemi di salute che capitano a qualunque persona» la dichiarazione di Adriano Galliani, capo della delegazione rossonera partita per Minsk. «Antonio stava facendo benissimo ed anche a Roma ha fatto 20 minuti da campione. Purtroppo ora non lo abbiamo. La cosa più importante è che ritorni e soprattutto si scongiurino le ipotesi più pericolose» la frase di Allegri.
Dentro i confini di questi due interventi, è possibile fissare il recinto della vicenda Cassano che ha molto colpito l’opinione pubblica e non solo il mondo milanista. Da una parte il rigoroso riserbo imposto anche dal Milan (che ha evitato ogni commento) e dal Policlinico che ha addirittura vietato l’accesso nel reparto al personale non direttamente coinvolto, dall’altra l’angoscia e il tormento per le eventuali conseguenze sul giovanotto e sulla sua carriera di calciatore. Se lo staff sanitario del Policlinico non ha ancora emesso un bollettino medico, un motivo deve pure esserci: non si gioca a nascondino con la salute di un paziente, anche se illustre come il Pibe di Bari. E il riserbo, aggiunto alla necessità di effettuare altri accertamenti, è direttamente collegato alla consapevolezza che l’ictus ischemico di sabato notte non è una banalità.
Al fianco di Antonio Cassano, si sono precipitati in tanti così da costringere il Policlinico a un supplemento di vigilanza (identificato e messo alla porta un tifoso che è riuscito a forzare il primo blocco) e a far sgomberare il piazzale interno dalle postazioni televisive installate per l’occasione. La moglie Carolina e la mamma, naturalmente hanno avuto libero accesso al terzo piano. Entrambe non avevano il volto sereno e spensierato di altre cento occasioni. Più angosciata è apparsa la signora Giovanna, con i lucciconi agli occhi e capace solo di esprimere un «speriamo, speriamo» che ha avuto il senso mistico di una intensa preghiera. Nel pomeriggio è salito anche Pierluigi Pardo, il giornalista Mediaset a cui Antonio aveva affidato la scrittura del suo libro, in serata è giunto l’avvocato Giuseppe Bozzo, l’agente e amico di Cassano, l’uomo che ne ha guidato i trasferimenti, specie l’ultimo, dalla Samp al Milan e che ha avuto un ruolo decisivo nello spegnere i fuochi d’artificio, a fine maggio, quando Antonio sembrava deciso a lasciare Milanello per una incerta e indefinita destinazione. A fargli da sentinella è rimasto per tutto il giorno il dottor Stefano Mazzoni, il vice Tavana, partito per Minsk al seguito della squadra. I due medici sono rimasti in contatto telefonico e hanno seguito in diretta l’esito degli accertamenti. I messaggi sono stati centomila: quasi tutti pubblici, come quello di Giuseppe Rossi, moltissimi anche privati come quello del ct azzurro Prandelli.
Cosa ha avuto Cassano? Ormai lo sappiamo: un ictus ischemico. Cosa ha provocato il malessere di Cassano? Sul punto non ci sono ancora certezze. Dalle risposte a quest’ultimo quesito capiremo il futuro del calciatore, molto in forse a questo punto. Sulla salute del giovanotto le prime nubi sono state spazzate via. «È come se non fosse accaduto nulla» ha detto l’avvocato Bozzo. Già, Antonio Cassano ha ripreso a parlare, lentamente, ha riguadagnato il buon umore come ha testimoniato Galliani, è apparso in forma come ha giurato Vittorio Mentana, il team manager. Sul destino del calciatore nessuno è in grado di fare previsioni. Di sicuro starà fuori per un bel pezzo. Forse potrebbe dire addio per sempre al pallone.