«Sta prevalendo lo scontro fra le loro diverse etnie»

Le ha provate tutte. La mediazione nel palazzo, il dialogo con il prefetto, i colloqui con il leader, l’arringa al megafono. Poi, dopo oltre dieci ore passate in strada tentando di ricucire, anche don Virginio Colmegna si è dovuto arrendere al no definitivo degli occupanti di via Lecco.
«Abbiamo fatto di tutto per trovare una soluzione - dichiara ai cronisti -. Prima in prefettura, poi in strada. Un lungo lavoro di mediazione andato in fumo». Poi don Colmegna tenta di spiegare e di spiegarsi le ragioni del fallimento. «Abbiamo offerto tutta l’assistenza possibile, ma sta prevalendo uno scontro ideologico tra le varie etnie. Stanno difendendo dei diritti nella maniera sbagliata. Passare la notte in strada non è la soluzione ideale. Ma gli immigrati vogliono una soluzione autogestita come quella di una scuola».
Anche se il presidente della Casa della Carità, con l’aiuto di Graziella Carneri della Cgil e dei volontari di numerose associazioni non profit, aveva tentato in ogni modo di indirizzare gli occupanti verso il «villaggio» di via di Breme. «Si tratta di una soluzione temporanea - aveva spiegato -. Non potete dire sempre no, dite un “sì ma”. Dopo ponete le condizioni. Gli spazi disponibili sono quelli di via Sammartini, almeno per donne e bambini. Poi ci sono le opportunità intermedie come i 130 posti di via di Breme. Qui gli occupanti sono 220, mi sembrava già una buona soluzione».
L’ultima stoccata per le istituzioni: «È un problema molto grosso, dovrà riguardare anche Regione e Provincia. Oggi si è arrivati a una soluzione improvvisata, non preparata, sottovalutando il problema. C’è a disposizione un milione di euro stanziati dal governo. Forse serve meno durezza e meno ideologia da parte delle istituzioni per trovare una soluzione». Alla fine, è quasi notte, le energie residue se ne vanno per cercare di convincere almeno le madri dei cinque bambini ad accettare un posto in via Sammartini.