«La stabilità è a rischio: colpa di hedge e debiti»

Da tenere sotto controllo anche il nervosismo degli investitori per la volatilità dei mercati

da Milano

Mercati estremamente nervosi che possono trovarsi in balia «anche di eventi minori»; alto livello di debiti delle famiglie e anche delle corporation; esposizione delle banche agli hedge fund. Per i tecnici dell’Ecofin sono questi i tre rischi principali da tenere sotto controllo. L’analisi dei pericoli per la stabilità finanziaria è in un documento i cui contenuti il Sole 24 ore Radiocor è in grado di rivelare.
Nel minirapporto di otto pagine che i diplomatici e tecnici hanno preparato nell’ultima riunione dei ministri e dei banchieri centrali europei (venerdì e sabato scorsi a Berlino) emerge l’aumentato «peso» di diversi pericoli. Il primo ha a che vedere con la «sensibilità degli investitori». «Anche se le Borse si sono stabilizzate, un declino più sostenuto dell’appetito per il rischio non può essere interamente escluso per il futuro».
Il secondo motivo di preoccupazione riguarda il ricorso al debito da parte delle famiglie e «sempre di più anche da parte delle imprese in un contesto di potenziale deterioramento nelle condizioni macro-finanziarie che può avere serie implicazioni per l’economia reale europea».
Inoltre il peggioramento della qualità del credito nel settore dei prestiti ipotecari ad alto rischio (subprime) negli Usa: «può avere effetti in Europa indirettamente attraverso la crescita americana». L’esposizione delle grandi banche europee «appare limitata a tale fonte di pericolo, ma esistono incertezze sull’esposizione indiretta attraverso gli strumenti di trasferimento del rischio di credito». Nel settore bancario esistono «segnali di allentamento degli standard di credito» e «in uno scenario di esposizione delle banche a istituzioni finanziarie non regolate (in particolare hedge fund) e di aumento dei rischi nel mercato del trasferimento dei rischi di credito, è cruciale assicurare l’esistenza di un sistema di gestione del rischio equilibrato e che le autorità di supervisione continuino a monitorare strettamente la situazione».