Stadio crolla per la neve, strage di bambini

Trentadue i feriti e risultano disperse dieci persone

Eleonora Barbieri

Troppa neve, troppo peso anche per una struttura sportiva: è stato così che ieri, verso le 16, il tetto del palazzo del ghiaccio di Bad Reichenhall, nelle Alpi bavaresi, è crollato, seppellendo adulti e bambini che avevano deciso di passare un pomeriggio sulla pista di pattinaggio. Almeno cinque le vittime finora accertate, di cui quattro giovanissime. Tra loro di certo una bimba di otto anni morta accanto alla madre, un ragazzino di 13 e un bambino di 12 anni deceduto più tardi all’ospedale di Salisburgo.
Venticinque persone sono riuscite a sfuggire al drammatico incidente, ma purtroppo i dispersi sono almeno una decina e trentadue i feriti. E per chi non è stato ancora trovato «si teme il peggio», come ha sottolineato un portavoce della polizia bavarese. Secondo le stime della Croce rossa locale, le vittime potrebbero essere, alla fine, molte di più. Preoccupa soprattutto il freddo, la temperatura glaciale delle ultime notti: chi magari è sopravvissuto sotto le macerie potrebbe essere ucciso dal freddo. E proprio le recenti nevicate avrebbero appesantito il tetto dello stadio, fino al cedimento, drammatico ma, forse, non imprevedibile: a quanto pare, la struttura mostrava crepe e segni di infiltrazione già dall’altro ieri, tanto che alcuni atleti avevano rinunciato ad allenarsi.
Il palazzo del ghiaccio venne realizzato negli anni ’70 per i numerosi turisti che visitano questa cittadina termale del Land di Berchtesgadener, in Alta Baviera, quasi al confine con l’Austria: l’impianto comprende un ristorante e 4 piscine coperte, ma è famoso soprattutto per la pista che, di solito, è utilizzata per allenamenti o campionati di hockey.
Ieri, però, una squadra aveva disdetto la prenotazione all’ultimo momento: secondo un dirigente della squadra locale, Thomas Rumpeltes, l’allenamento era stato cancellato proprio a causa del rischio di un crollo. Una versione che non è stata confermata dalla polizia, ma che getta un’accusa pesante sulle responsabilità dei gestori che, vista la disponibilità della pista, hanno pensato di aprirla al pubblico. In città tra la l’altro lo sapevano tutti: era noto che la costruzione necessitasse di lavori di ristrutturazione.
Verso le 16, improvvisamente, il tetto dello stadio ha ceduto, alluminio e lamiere hanno invaso la pista, schiacciando chi stava pattinando: la polizia non ha finora fornito spiegazioni sulle cause dell’incidente anche se, molto probabilmente, la colpa è della neve, caduta intensamente per giorni. E nel pomeriggio di ieri, anche dopo l’incidente, il clima non ha concesso alcuna tregua, neppure ai soccorritori: i mezzi dei vigili del fuoco hanno dovuto affrontare numerosi ostacoli alla circolazione per riuscire a raggiungere il luogo della tragedia; e, una volta arrivati a Bad Reichenhall, il lavoro dei pompieri è stato reso ancora più difficile per la bufera di neve che ha continuato a tormentare la cittadina, con forti raffiche di vento e precipitazioni ininterrotte.
Polizia e vigili del fuoco hanno puntellato quello che è rimasto del tetto, per riuscire a entrare nella struttura e cercare in ogni modo di ritrovare i dispersi: le temperature rigide, infatti, potrebbero essere fatali ai sopravvissuti. I servizi di soccorso hanno montato dei tendoni, per dare un immediato soccorso ai feriti. Al momento del crollo nel palazzetto si trovavano oltre cinquanta persone e, ieri sera, soltanto la metà era stata tratta in salvo. Anche squadre di soccorritori austriaci si sono messe in moto, dalla vicina Salisburgo, per dare una mano ai colleghi tedeschi: ma le operazioni sono state condotte in condizioni proibitive, con gli stessi mezzi dei pompieri sommersi dalla neve e dal ghiaccio.
Ieri il maltempo ha causato altre vittime sulla regione del sud della Germania: sul Reiter Alm, non lontano dalla cittadina di Bad Reichenhall, una valanga di neve ha travolto un gruppo di dieci sciatori: soltanto sette di loro sono riusciti a salvarsi. Nella serata di ieri, una persona era ancora dispersa, mentre delle altre due era già stato recuperato il corpo senza vita.