Stadio «in esclusiva» alla Croce Rossa: le altre ambulanze pronte al ricorso

Da quest’anno il piano di sicurezza di San Siro sarà totalmente affidato alla Croce Rossa. Le altre croci dell’Anpas (Croce Bianca, Croce Oro, Croce Verde e Croce Rosa e Celeste) non prenderanno più parte al servizio di soccorsi né fuori né dentro lo stadio. La novità è stata ufficializzata in una convenzione sottoscritta da Cri e dalle due società di calcio di San Siro, Milan e Inter. A gestire il piano di interventi sarà, da questo campionato, l’ospedale Fatebenefratelli. Di fatto il nuovo direttore Giovanni Michiara si è portato dietro l’incarico nel suo trasloco dall’ospedale Salvini di Garbagnate milanese (che fino all’anno scorso si è occupato del Meazza) al Fatebenefratelli.
Le croci dell’Anpas non hanno preso granché bene la decisione. «Siamo rimasti sbigottiti - ammette Ezio Mori, direttore Anpas Lombardia -. È da cinquant’anni che prestiamo assistenza al Meazza e proprio non ci aspettavamo una sorpresa del genere». Da qui la decisione di passare alla «maniere forti»: l’associazione che riunisce le altre ambulanze sta valutando un eventuale ricorso per cercare di rientrare in gioco e di partecipare alla partita su San Siro. «I nostri avvocati stanno analizzando la convenzione - spiega Mori - per vedere se ci sono punti che possiamo impugnare legalmente».
In molti, tra l’altro, temono che l’esclusiva alla Cri riduca drasticamente il numero di uomini in servizio. Fino all’anno scorso i soccorritori erano 120, di cui 28 della Cri e una novantina delle altre croci. Ora la Croce rossa dovrà impiegare il quadruplo delle forze. «Non c’è nessun problema - assicura Alberto Bruno, commissario della provincia di Milano - siamo assolutamente in grado di garantire il numero di uomini necessario e di rispettare, punto per punto, quello che c’è scritto nella convenzione». La Cri non farà solo leva sui volontari ma, grazie alla cifra incassata da Milan e Inter, sarà in grado di impiegare i suoi dipendenti, soprattutto per il servizio diurno.
L’impegno, certo, non è di poco conto: il servizio di soccorso deve essere schierato non solo nel fine settimana ma anche durante le partite del mercoledì, i pre anticipi del venerdì. Un impegno a tempo pieno che la Cri di Milano si può permettere, soprattutto ora che non deve operare per il 118. «Tra l’altro in provincia abbiamo 3mila volontari - spiega Bruno - e siamo piuttosto rodati su questo tipo di servizi: da una vita lavoriamo per la Fiera e l’autodromo di Monza».