«Lo stadio? Ho cose più importanti cui pensare»

(...) Per tradurlo «Yes, we can» (in veltronese «si può fare»). A Marta Vincenzi occorre metterci il punto di domanda in fondo. Si può fare? La sindaco vorrebbe evitare, ma pone una condizione di partenza: «L’amministrazione non sta perdendo tempo a occuparsi di stadio. Credo che quanto deciso stamattina in giunta siano cosine un po’ più importanti». Per la cronaca, Tursi ha deciso di fare un ricorso al tar contro la riforma Gelmini, ha deciso fare spesa su internet per risparmiare e ha deciso di chiedere al parlamento di verificare se c’è la possibilità di legiferare sulla necessità di sostenere lo sviluppo della banda larga in città.
Esaurite le cose importanti, c’è la possibilità di dare un’occhiata al progetto Ferraris?
«A me lo stadio non interessa granché. Fosse per me gli unici stadi che costruirei sono quelli per la pallavolo».
Premesse a parte?
«Sono lieta che sia stato presentato il progetto. Ora mi aspetto che le due società, insieme, valutino questo progetto e al più presto mi dicano se sono entrambe d’accordo».
Per la Colisa diceva che sarebbe andata bene anche una sola società. Perché adesso devono esserci tutte e due?
«No, va bene anche una sola. Ma se sono due è meglio. Anche perché l’amministrazione sulla vicenda stadio ha due soli obiettivi e nessun altro».
Quali?
«Il primo è quello di far gestire l’impianto alle due società, sostituire l’impegno pubblico con quello del libero mercato. E allora mi devono dire come sia possibile, se questo progetto incontra l’interesse delle società. Se c’è economicità. Lo dicano e noi valuteremo se è attuabile urbanisticamente».
E il secondo obiettivo?
«Che Genova possa partecipare alla candidatura per gli Europei del 2016. Anche per rispettare la tradizione calcistica della città. Per questo, a fronte di un’indicazione negativa su Marassi, avevamo proposto un’altra area. In ogni caso non c’è tempo da perdere».
Quindi prenderà visione del progetto?
«Io non guardo i progetti di un architetto, o di una Fondazione, o di un cittadino».
E allora?
«Vengano le due società a dirmi che va bene e io ne prenderò atto».
E se venisse solo il Genoa? Si potrebbe fare la Colisa per la Samp e dare il Ferraris per il Genoa?
«Si potrebbe. La condizione è sempre quella che al Comune non costi nulla».
Lo studio di fattibilità prevede il rifacimento di ponte Serra e di una tramvia leggera. Costi non a carico della società (ma anche non vincolanti per il progetto).
«Se lo scordano che paghiamo noi».
Resta il fatto che un piano per rimettere a norma il Ferraris esiste. Era fattibile. Perché finora si è detto che non era possibile senza provarci?
«Sono venuti i tecnici della Federcalcio e ci hanno detto che non si poteva fare».
Per ristrutturare l’esistente si può accedere al credito sportivo o la legge riguarda solo gli stadi nuovi?
«Non lo so, non ho visto la legge. C’è da verificarlo».
Insomma, se non si tratta della Colisa devono pensarci le due società. E se proprio fossero d’accordo, e se non si potesse proprio trovare nessun cavillo al progetto, e se Preziosi e Garrone facessero un passo decisivo, beh, allora anche Marta Vincenzi sarebbe disposta a valutare un «si può fare».