Stadio a Valmontone, è rottura completa tra Lotito e il Comune

Domani sera (20.45) l’esordio in Champions con l’Olympiakos

Dopo il deludente pareggio con l’Empoli nel posticipo serale di sabato, la Lazio si prepara ad affrontare l’affascinante ritorno in Champions League, quattro anni dopo l’ultima partecipazione (stagione 2003-2004). L’appuntamento è per domani sera ad Atene (ore 20,45) contro i greci dell’Olympiacos. Una gara che si disputerà a porte chiuse per la squalifica del campo inflitta dall’Uefa agli ellenici. A dirigerla sarà l’olandese Eric Braamhaar.
Intanto continua a tenere banco la questione stadio. Sabato sera, dopo i pesanti cori contro il presidente Lotito partiti dalla curva Nord («A Valmontone vacci tu»), e la contestazione subita da alcuni tifosi all’uscita dalla tribuna autorità, il numero uno del club biancoceleste aveva attaccato: «I tifosi dovrebbero contestare il Comune di Roma e non il sottoscritto. Parlassero con l’amministrazione. Mi contestano da sempre. Io parlo con i fatti e non rispondo a persone che non hanno competenza in materia». E ieri, puntuale, è arrivata la replica stizzita di una delle parti «competenti in materia», cioé l’assessore comunale all’Urbanistica, Roberto Morassut, che ha ricordato come l’amministrazione in passato avesse chiesto a Lotito «di presentare un’area urbanisticamente compatibile con il nuovo Prg di Roma, che abbiamo offerto il Flaminio e che c’eravamo dichiarati d’accordo con il sindaco di Fiumicino, di centrodestra, per la realizzazione dello stadio della Lazio nel territorio di quel comune. In tutti e tre i casi abbiamo ricevuto risposta contraria. In particolare per Fiumicino Lotito sostiene che la cubatura non sarebbe sufficiente. Ecco quindi svelata la verità: a Lotito non interessa lo stadio ma solo una gigantesca speculazione edilizia sulle spalle della Lazio e dei suoi tifosi anche a costo di portare fuori Roma il club, con i suoi 107 anni di storia».