Stadio vuoto Il piazzale si trasforma in curva

Claudio De Carli

Niente bagarini, nessun portoghese davanti agli ingressi che implora di lasciarlo entrare ugualmente, a San Siro ieri sera hanno voltato le spalle perfino le bancarelle dei crauti, girate verso il parcheggio dove era stato sistemato il maxischermo. Lì erano in un migliaio o poco più, dentro un recinto, in realtà una sorta di panca in piazza Axum. Presenti anche quelli che con l’Euroderby non c’entravano proprio niente: bambini più piccoli della bandiera che sventolano, signori e signore che s’azzardano a entrare nella Nord che si è trasferita a 150 metri da San Siro. Il piazzale è diventato curva: tifo per sempre, anche fuori. L’Inter ha giocato con la decisione Uefa che le ha imposto l’incontro a porte chiuse con lo Shakhtar Donetsk, ritorno di Champions. Trecento presenti allo stadio, quasi tutti operatori dell’informazione, un migliaio fuori davanti a un telo con le bandiere, i canti che cercavano di entrare nello Meazza e solo un po’ di birra nei bicchieri di plastica: è stata la prima delle quattro partite da festeggiare in silenzio.