Stadler da padrone in Australia ma Molinari incanta

Facile successo per il figlio del «tricheco» nel Jonnie Walker dove si mette in evidenza Francesco (6°)

Mario Camicia

È sempre difficile per un figlio d’arte intraprendere la carriera di un padre famoso e anche nel golf gli esempi non mancano, basti pensare ai rampolli di casa Nicklaus e di Gary Player. Ma esistono poi le occasioni che confermano la regola ed ecco arrivare il caso di Kevin Stadler, figlio di quel Graig, soprannominato per i suoi baffoni «il tricheco» vincitore nel 1982 del Masters degli Stati Uniti e in carriera di altri tredici tornei del tour. Kevin per tanti versi, soprattutto di caratura fisica, ha preso da Graig ma ora sembra anche aver fatto suo quel dna golfistico che il padre gli ha trasmesso. Il ventiseienne californiano, dopo una esperienza sul Nationwide Tour americano, è riuscito l’anno scorso a giocare in più di un’occasione sul Tour maggiore ma senza poter mantenere la «carta» per il 2006. Pronto dunque a tornare nella categoria minore Kevin ha però voluto tentare un’apparizione ad inizio stagione in un torneo del Challenge Tour europeo partecipando e vincendo l’Open della Repubblica argentina. Mai viatico fu migliore per un giovane rampante e la vittoria di Kevin in quella occasione gli ha di certo dato la giusta carica ed aperto nuovi orizzonti. Ed eccolo allora il ragazzo di Scottdale sobbarcarsi ad una lunga trasferta in Australia per partecipare al Johnnie Walker Classic stavolta insieme ai big del Vecchio Continente quali Montgomerie, Goosen, Campbell e alla crema del golf australiano guidata dal detentore del titolo Adam Scott. Andato in testa nel primo giro insieme al succitato Scott, Kevin, poi superato dal misura dal campione coreano Mister Choi è tornato al comando nel secondo giro ed è rimasto in questa posizione fino al termine, riuscendo a rintuzzare gli attacchi di giocatori sulla carta ben più forti ed esperti di lui.
Ma il Johnny Walker ha decretato anche la continua ascesa di un giocatore italiano, Francesco Molinari - fratello di Dodo - dopo un inizio è sordina è balzato tra cotanti comprimari al quarto posto con due impeccabili giri in 65 e 66 colpi cedendo solamente nell’ultimo giro dove gli sono mancati i birdie ottenuti nel finale nelle giornate precedenti e con un 72 ha chiuso al sesto posto insieme a Jan Poulter e davanti ad un giocatore del calibro di Fred Couples. La maiuscola prova del campione torinese gli è valsa una moneta di 50mila euro che lo ha proiettato al 36° posto dell’ordine di merito ma soprattutto gli ha fatto conseguire il terzo «top ten» della sua fresca carriera.
Sul tour americano altra new entry nel club dei neovincitori con la bella vittoria del trentunenne californiano Aaron Oberholser nel National Pro Am di Pebble Beach.