La stagione dei Sentieri Selvaggi parte con l’«energia» di Nyman

Tanto per cominciare. Lunedì aperitivo serale con l’inglese Michael Nyman - e non capita tutti i giorni - poi concerto con musica scritta da lui medesimo. Gli aficionados avranno già capito. Bentornati nel mondo dei Sentieri Selvaggi, l’ensemble milanese che da una decina di anni si «batte» per avvicinare la contemporanea al grande pubblico. Parte così al teatro dell’Elfo la quinta stagione organizzata da questa associazione - da marzo a giugno-. «Something Connected With Energy», il brano di Nyman che eseguiremo è dedicato all’energia - dice il compositore-direttore Carlo Boccadoro (insieme con Filippo del Corno e Angelo Miotto fondatore del gruppo) -. Per convincere il compositore a scriverlo c’è voluto un cartellone di petrolieri...». Pagine commissionate dal Festival della Scienza di Genova per festeggiare i 70 anni del gruppo Erg. «Un’oretta di note sparate - aggiunge - tranne un paio di minuti, poi agli interpreti stremati non si può chiedere altro. Lo stile è quello delle colonne sonore dei film di Peter Greenaway». Levità, leggerezza, velocità.
Dai Sentieri, in questi anni, sono arrivate proposte a tema di segno impegnato: conflitti, diritto, il femminile. Adesso, a sorpresa, cambia la linea e il titolo della rassegna suona volatile: «Musica leggera». Andranno a Sanremo? Immaginate la risata. «No, non in quel senso “leggera” - la risposta -. Leggerezza intesa come primo dei valori per il prossimo millennio che lo scrittore Italo Calvino indica nelle sue “Lezioni americane”». Sulle prime potrebbe essere difficile accostare il nome di alcuni autori inseriti nel programma alla «filosofia della leggerezza», vedi Gyorgy Ligeti e Karlheinz Stockausen. Eppure, assicurano i Sentieri, il risultato è certo. Levità anche nell’opera di altri in calendario; il teatrale Mauricio Kagel, il minimalista Philip Glass, lo sperimentatore anni ’70 Franco Battiato. Per gli altri che verranno eseguiti nel corso degli otto appuntamenti si va da Francesco Pennisi - 6 aprile il «Carteggio» da non perdere - alle tre prime di altrettanti lavori commissionati a Giovanni Mancuso, Ana Gnjatovic, giovane compositrice serba, e a Carlo Boccadoro; presente con un brano su testo dello scrittore Paolo Nori (voce recitante). Occhio alle due sorprese collettive: il «John Cage Party (29 aprile all’Elfo), una festa - spiegano - in cui i musicisti dell’ensemble presenteranno ospiti a sorpresa e coinvolgeranno il pubblico per eseguire le pagine del compositore americano»; poi l’esibizione conclusiva, «con una kermesse musicale allestita negli spazi della Triennale, dove tutti i musicisti che lo vorranno potranno partecipare all’esecuzione corale di “In C”, di Terry Riley» (il programma completo sul sito: wwww.musicaleggera.sentieriselvaggi.org).
«Anche la musica contemporanea aiuta a conoscere se stessi - così l’altro giorno l’assessore alla cultura Massimiliano Finazzer Flory, durante la presentazione della Stagione in Comune -. Dobbiamo evitare che come genere venga emarginato, messo in pericolo»; come a dire: Milano continui a dare spazio al «pluralismo» delle espressioni. La parola a Roma, dove c’è aria di «tagli»...